Wikileaks, Assange: "Lascerò presto l'ambasciata"

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Il fondatore dell'organizzazione non si consegnerà alla polizia britannica. Sui presunti problemi di salute spiega: "Vivo in un ambiente in cui qualsiasi persona avrebbe prima o poi delle difficoltà"

Lascerò l'ambasciata "presto". Lo ha detto Julian Assange durante la conferenza stampa presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra dove il fondatore di Wikileaks vive da oltre due anni. Assange non ha tuttavia fornito ulteriori dettagli mentre la sua portavoce ha chiarito che non intende consegnarsi alla polizia britannica. "Contro di me – ha detto Assange – c'è un'aggressiva indagine da parte degli Stati Uniti". E ancora: "Sono stato incolpato per un delitto che non ho commesso".

A proposito di presunti problemi di salute, Assange ha spiegato di vivere in "un ambiente in cui qualsiasi persona di buona salute avrebbe prima o poi delle difficoltà". Di "essere detenuto in questo Paese senza incriminazione per quattro anni e in ambasciata per due anni senza aree esterne".

Dal numero uno di Wikileaks anche un'accusa ai media: "Spesso viene detto falsamente che io ero stato accusato in Svezia da una donna di un grave crimine, questo è falso. Nessuna donna mi ha denunciato, anzi questa donna ha smentito qualsiasi rapporto con me". "Si sono fatte speculazione - ha aggiunto - su tutta una serie di comportamenti da parte mia che non sono mai stati posti in essere. Io non sono mai stato incriminato per tali reati in Svezia".

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