Ferguson, ancora scontri. Autopsia: Brown ucciso da 6 colpi

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Diffusi i primi risultati dell'esame autoptico: il 18enne è stato colpito da "diversi proiettili": due lo avrebbero raggiunto alla testa. La madre: "Arrestate il poliziotto che gli ha sparato". Obama avvia inchiesta indipendente

E' stato ucciso da sei proiettili. Due alla testa. E' questo il risultato dell'autopsia eseguita sul corpo di Michael Brown, il giovane afroamericano ucciso il 9 agosto da un agente di polizia a Ferguson, sobborgo di St Louis (Missouri). A darne notizia il New York Times, che rende noti i risultati preliminari dell'esame autoptico indipendente richiesto dalla famiglia del 18enne.


Autopsia su Brown - Proprio la dinamica della sua morte ha suscitato rabbia e frustrazione a Ferguson, sobborgo a forte presenza di neri mentre la polizia è costituita in gran parte da bianchi. Le prime indagini rivelano che Michael è stato ucciso "da diversi colpi di pistola": era disarmato e con le mani alzate in segno di resa quando è stato affrontato dall'agente Darren Wilson. In conferenza stampa le autorità hanno rivelato l'identità del poliziotto che ha ucciso Michael, ma nelle 19 pagine del rapporto si parla soprattutto del furto di sigari (circa 50 dollari) avvenuto in un negozio (VIDEO) nel quale il ragazzo sarebbe stato coinvolto poco prima di essere ucciso. Fatto questo che ha indignato la famiglia Brown la quale sostiene che la polizia sta cercando di diffamare il nome di Mike per giustificare "un'esecuzione".

“Arrestate il poliziotto che ha ammazzato mio figlio”: è questo l'appello che la madre di Michael Brown ha rivolto in una intervista esclusiva a Good Morning America, il popolare programma della Abc.



La protesta - La protesta intanto raccoglie adesioni che ne alzano il profilo. Tra queste quella di Jack Dorsey, il co-fondatore di Twitter, nato e cresciuto a St.Louis (FOTO). Dorsey ha marciato con i manifestanti e per tutto il fine settimana ha twittato raccontando gli eventi e pubblicando anche una serie di video con l'hashtag #HandsUpDontShoot", in riferimento allo slogan dei manifestanti: "Mani in alto, non sparate", per indicare le circostanze poco chiare sull'uccisione di Mike Brown.

Violato il coprifuoco -  Ma la situazione in piazza resta tesa. A nulla, per ora, serve il coprifuoco imposto dal governatore Jay Nixon. Per la seconda notte sono continuati gli scontri tra manifestanti e agenti, che hanno risposto al lancio di molotov con lacrimogeni. Il Governatore ha dunque deciso di chiedere l'intervento della Guardia Nazionale.

Casa Bianca: "Avviata indagine indipendente" - In serata interviene anche il presidente Barack Obama che annuncia l'avvio di un'inchiesta indipendente sulla morte del giovane Brown, inchiesta che è già partita con una nuova autopsia ordinata dal Dipartimento di Giustizia. Il presidente americani ha inoltre affermto che "non ci sono scuse" per l'uso eccessivo della forza dal parte della polizia, invitando però i cittadini a manifestare in maniera pacifica. Inoltre Obama ha affermato che l'impiego della Guardia Nazionale dovrà essere limitato: "E' evidente che una piccola minoranza di persone sta causando disordini a Ferguson, ma il diritto di riunirsi e di parlare liberamente deve essere tutelato",

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