Cosa succede quando su Facebook ti piace tutto

Il simbolo del "like" di Facebook - Foto: Getty
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Il giornalista di Wired Mat Honan ha passato 48 ore a cliccare Like su ogni post della sua Timeline per far saltare l'algoritmo degli aggiornamenti. Alla fine i post dei brand prendono il sopravvento, chiudendo gli utenti in bolle autoreferenziali

di David Saltuari

Cosa succede se su Facebook clicco "Mi Piace" su ogni aggiornamento del mio feed? L'esperimento è stato tentato dal giornalista dell'edizione americana di Wired, Mat Honan, che ha passato 48 ore a farsi piacere ogni singola cosa gli veniva presentata nella sua timeline.

Gli aggiornamenti di Facebook - La questione va ben oltre il divertimento un po' goliardico, ma riguarda in realtà il funzionamento stesso del social network. Gli aggiornamenti che ci vengono presentati ogni volta che accediamo a Facebook, infatti, non sono una sequenza casuale o semplicemente cronologica di quelli che postano i nostri amici, ma sono il risultato di un preciso algoritmo che studia il nostro comportamento  per personalizzare il più possibile il nostro newsfeed. Cliccare su "Mi Piace" a ogni cosa toglie all'algoritmo di Facebook ogni riferimento mandandolo in tilt e svelandone il meccanismo.

Cosa succede dopo tanti Like - Honan si è messo davanti al computer e, con piglio scientifico, ha cliccato su "Mi Piace" a ogni post, compresi i suggerimenti proposti da Facebook a ogni Like (l'unica regola che si è imposto il giornalista era limitarsi ai primi quattro suggerimenti). Ha così cliccato su barzellette sciocche degli amici e sulla foto del figlio di una sua amica che si era fatto male, fermandosi solo una volta, di fronte alla notizia di un lutto. Il risultato è che dopo poco tempo gli aggiornamenti provenienti da altre persone si sono fatti sempre più radi, sostituiti da quelli di aziende. Una tendenza che sulla versione mobile del social network si è rivelata ancora più radicale. Anche il tipo di informazione si è spostato verso contenuti sempre più leggeri.

Timeline politica - Alla fine della prima giornata, prima di andare a dormire fa in tempo a cliccare ancora su un aggiornamento di un sito conservatore e il giorno dopo si trova il suo newsfeed orientato politicamente tutto a destra. E più clicca sul Mi Piace, più la sua timeline si sposta a destra. Finché non decide di fare Like a siti orientati a sinistra, facendo scomparire tutti gli aggiornamenti conservatori e spostando il suo newsfeed su posizioni radicalmente di sinistra. Ma a stupire Honan è soprattutto quanto stupida diventi la sua timeline, con post che riguardano sempre di più cose tipo "la nuvola a forma di pene" o il test "che personaggio di Titanic sei". L'esperimento finisce quando i suoi amici su Facebook protestano perché invasi dalle notifiche di tutti i suoi like. La conclusione del giornalista è che l'esperienza sui social network rischia di diventare un percorso autoreferenziale nel corso del quale si viene confermati nelle  proprie opinioni e tenuti lontani da contenuti che ci possono mettere in discussione.

Le polemiche per l'esperimento di Facebook - Il lavoro di Honan non scopre nulla che già non si sapesse, ma nessuno prima di ora aveva provato a forzare i meccanismi di Facebook per far "saltare il banco". Poco più di un mese fa infatti aveva fatto discutere un esperimento sociale al quale il social network aveva sottoposto alcuni suoi iscritti. Insieme ad alcuni ricercatori, Facebook aveva infatti deciso di modificare artificialmente alcuni newsfeed caricandoli di aggiornamenti particolarmente negativi (o positivi) per voi studiare il successivo comportamento online degli utenti. Quella volta Facebook aveva reso evidente che i newsfeed erano modificabili, sollevando non poche polemiche, soprattutto da parte di utenti che si erano sentiti usati. A modo suo il lavoro di Honan li ha vendicati.

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