Turchia, Erdogan è il nuovo presidente

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Il premier islamico, al potere da 12 anni, vince le elezioni presidenziali al primo turno col 51,8% dei voti. Dopo il trionfo, la preghiera nella moschea dei sultani a Istanbul. Il principale candidato dell'opposizione si ferma al 38,5%

Il premier islamico Recep Tayyip Erdogan, 60 anni, è il nuovo presidente della Turchia. Con il trionfo al primo turno, ha messo a segno l'ottavo successo elettorale consecutivo in 12 anni contro l'opposizione laica.

La vittoria col 51,8% - L’elezione del “sultano” di Ankara, al potere con il partito islamico Akp dal 2002, suscita l'allarme dell'opposizione, che teme una ulteriore deriva islamica e autoritaria per il Paese. Erdogan ha già chiarito che, forte dell'investitura popolare derivante dalla vittoria al primo turno alle prime presidenziali a suffragio diretto, intende mantenere il controllo del Paese anche nelle sue nuove funzioni. Erdogan, secondo dati non ancora ufficiali, avrebbe ottenuto il 51,8 per cento. Il principale candidato dell'opposizione, Ekmeleddin Ishanoglu, si ferma al 38,5 per cento e il candidato curdo, Selahattin Demirtas, al 9,7 per cento. Ihsanoglu (che ha commentato: “Buona fortuna al nostro primo ministro, che diventa il nuovo presidente”) era appoggiato da sinistra e destra laiche di Chp e Mhp: una mossa non capita da molti elettori socialisti, che non lo hanno votato.

La nascita di una “Nuova Turchia” - Il nuovo presidente turco sostituirà, a fine mese e per cinque anni, il compagno di partito Abdullah Gul a Palazzo Cankaya, residenza dei capi dello Stato della Mezzaluna dai tempi del fondatore della repubblica, Mustafa Kemal Ataturk. Il “sultano”, ora presidente eletto, ha già chiarito di volere restare almeno fino al 2023, l'anno del centenario della fondazione della Repubblica, avvenuta nel 1923 da parte di Ataturk (di cui Erdogan è grande ammiratore) sulle rovine dell'impero ottomano. Ha promesso ai suoi elettori la nascita di una “Nuova Turchia” e di fare del Paese entro il 2023 la decima potenza economica mondiale.

A Istanbul a pregare dopo il successo - A trainare il nuovo trionfo del “sultano”, che si issa con il padre della patria Ataturk fra i massimi leader della Turchia moderna, ha contribuito il successo economico degli ultimi dieci anni, il reddito procapite triplicato, la scalata al 17mo posto nell'economia mondiale. Simbolicamente, subito dopo la vittoria, Erdogan si è recato a Istanbul a pregare nella moschea di Eyup Sultan, costruita per volere di Maometto II, il conquistatore di Costantinopoli. In questa moschea i sultani ottomani si proclamavano nuovi signori dell'Impero. Erdogan arriva alla poltrona più alta dello stato turco con una concentrazione di poteri senza precedenti dai tempi dei sultani. Controlla il parlamento, il potere giudiziario, i grandi mass media, polizia, esercito e servizi segreti, domina l'economia. Sarà “il presidente del popolo”, ha annunciato, e sposterà verso palazzo Cankaya poteri presidenziali alla francese, scegliendo un premier che non gli faccia ombra. Per questo sembra escluso che la guida del partito islamico e del governo possa andare a Gul, che negli ultimi anni si è più volte scontrato con lui.

La minaccia dell’Isis - Il nuovo trionfo di Erdogan arriva in una fase di grandi incertezze per il Paese, con jihadisti dello Stato islamico (Isis) che dilagano lungo le frontiere meridionali in Siria e Iraq, e minacciano di "liberare" Istanbul. Un boomerang per il “sultano” di Ankara, che l'opposizione ha più volte accusato di giocare con il fuoco aiutando in Siria i gruppi armati jihadisti contro Bashar al Assad e contro i curdi-siriani.

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