Siria: ore d'ansia per Greta e Vanessa, scomparse ad Aleppo

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"Se volete stare vicini alle ragazze dovete raccontare cosa succede nel Paese", dice il fratello di una delle due giovani sparite il 31 luglio. Del caso si sta occupando l'Unità di crisi della Farnesina. La procura di Roma ha avviato un'inchiesta. VIDEO

Sono ore d'ansia per la sorte di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due giovani volontarie italiane scomparse in Siria, ad Aleppo, e che si teme siano state rapite. Del caso si sta occupando l'Unità di crisi della Farnesina e la procura di Roma ha avviato un'inchiesta. Sulla vicenda c’è il massimo riserbo.

Un familiare: "Parlate della Siria" - "Parlate della Siria, raccontate cosa sta succedendo. Se volete stare vicini a Greta dovete raccontare cosa succede”, è l’appello del fratello di Greta Ramelli ai giornalisti.
"Sono fiducioso nella giustizia e anche nel Signore", dice invece il padre di Vanessa Marzullo in un’intervista a Repubblica Tv. L'uomo ha ricordato "l'entusiasmo" che aveva la figlia per il fatto "di poter aiutare i bambini e la gente che aveva bisogno: non aveva altri scopi, solo aiutare chi soffre". "Erano partite - continua - solo loro due, due ragazze che ci credevano: erano così prese dal cuore che non usavano la testa. Come genitori le dicevamo che è una zona un po' pericolosa e di stare attenta".

Monsignor Zenari: "Nella zona del rapimento gruppi in lotta tra loro"
- Difficile sapere nella mani di chi, Greta e Vanessa siano finite. "In quella zona ci sono diversi gruppi, alle volte in lotta tra loro e la criminalità è dilagante", dice a Sky TG24 monsignor Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, a proposito del rapimento delle due ragazze.


Pisapia ricorda il loro impegno coi profughi a Milano - Tra chi ha espresso solidarietà per le due ragazze, anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che ha ricordato il loro impegno a Milano comme volontarie per l'accoglienza dei profughi siriani.

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