Gaza, Israele inizia ritiro forze di terra. Non cessano raid

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Parte delle truppe ha lasciato le postazioni nella Striscia, ma il conflitto non si ferma. Hamas continua il lancio di razzi. Dichiarato morto il soldato disperso. Colpita una scuola a Rafah. Ban Ki-Moon: "Tel Aviv sapeva la posizione degli edifici Onu"

L'esercito di Israele ha iniziato il ritiro delle forze di terra dalla Striscia di Gaza. Il conflitto, però, non si ferma (FOTO - VIDEO). Mentre continua il lancio di razzi da parte di Hamas, lo Stato ebraico non cessa i raid. E, dall’inizio dell’offensiva l’8 luglio scorso, le vittime sono oltre 1.700. Dichiarato morto, intanto, il soldato israeliano dato per disperso nei giorni scorsi.

Ritiro parziale delle forze di terra - Secondo Haaretz, l'esercito israeliano avrebbe ritirato "la maggior parte" delle proprie truppe da Gaza. A confermare l’inizio del ripiegamento dalla Striscia è stato il portavoce delle forze armate, Peter Lerner, precisando che si tratta di un ritiro parziale delle forze di terra. Un'altra parte, ha aggiunto, sarà ridispiegata altrove all'interno della Striscia.
Ieri, sabato 2 agosto, il premier Benyamin Netanyahu in un discorso alla nazione aveva assicurato che "l'esercito continuerà ad agire a tutta forza" a Gaza "fino al completamento della sua missione" cioè la “distruzione” di tutti i tunnel verso lo Stato ebraico.

Hamas chiede il ritiro completo - Nessun cessate il fuoco sarà possibile nella Striscia di Gaza fino a un completo ritiro delle forza di terra israeliane. È questa la risposta del leader politico in esilio di Hamas, Khaled Meshaal, al parziale ripiegamento di Israele. Meshal ribalta poi sullo Stato ebraico l'accusa di aver violato la tregua umanitaria di venerdì scorso. "Una tregua è una tregua, mentre il mantenimento della presenza a Gaza di forze israeliane che distruggono i tunnel è un'aggressione", ha affermato.

Dichiarato morto il soldato Hadar Goldin - Dopo la smentita da parte del movimento islamista di aver rapito il soldato Hadar Goldin, intanto, l’esercito israeliano ne dichiara la morte. “Una commissione speciale diretta dal rabbino capo dell'esercito ha annunciato la morte dell'ufficiale di fanteria Hadar Goldin, ucciso venerdì in combattimento nella Striscia di Gaza", afferma un comunicato militare.

Su Hadar Goldin, il portavoce di Hamas a Gaza, Sami Abu Zuhri, ha accusato Israele di aver "ingannato" il mondo. "Lo ha fatto - ha detto - in modo da infrangere la tregua di 72 ore dell'Onu e degli Usa e per commettere il massacro di Rafah".

Colpita un'altra scuola a Rafah - E il numero di vittime nel conflitto tra Hamas e Israele continua a crescere. Le vittime palestinesi, soprattutto civili, dall’inizio dell’offensiva sono oltre 1.730. Sessantasette le vittime israeliane, tra cui tre civili.
Almeno 10 persone sarebbero rimaste uccise a Rafah, nelle immediate vicinanze di una scuola dell'Unrwa: un missile sarebbe caduto davanti all’ingresso principale dell’edificio dell’agenzia che assiste i rifugiati delle Nazioni Unite.

Bank Ki-Moon: "Attacco criminale"
- Il segretario dell'Onu Ban Ki-Moon ha condannato duramente l'episodio: "L'esercito israeliano è stato ripetutamente informato della posizione" in cui si trovano le strutture delle Nazioni Unite" ha infatti dichiarato Ban Ki-moon, definendo l'attacco vicino alla scuola un "atto criminale" che deve essere "rapidamente indagato".
Anche gli Stati Uniti hanno usato parole altrettanto dure e, dicendosi "scioccati" per l'accaduto, con una nota del Dipartimento di Stato  chiedono a Israele di "fare di piùper evitare vittime civili".

Ancora razzi su Israele - Hamas, da parte sua, non ferma il lancio di missili su Israele. Le sirene d’allarme sono tornate a suonare in varie zone del sud di Israele. Razzi sono caduti soprattutto in aree vicine agli abitati di Ashqelon e di Sderot (a sud di Tel Aviv verso il confine con la Striscia) e nella regione del Neghev. Sono oltre 3.112 i razzi lanciati contro lo Stato ebraico dall'8 luglio scorso.

Colloqui in Egitto - Per cercare un cessate il fuoco duraturo, intanto, proseguono gli sforzi diplomatici. Al Cairo sarebbero arrivate una delegazione di Hamas e una palestinese indicata dall’Anp. Israele, invece, ha scelto di non inviare delegazioni in Egitto e di non partecipare, in questa fase, ai colloqui. Dalla Germania, poi, arriva la notizia che il segretario di Stato americano John Kerry sarebbe stato "spiato" dai servizi segreti israeliani durante i negoziati di pace in Medio Oriente, attraverso intercettazioni telefoniche. Lo rivela il settimanale Spiegel.

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