Gaza, prosegue l'escalation. Oltre cento le vittime dei raid

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Hamas: "Disposti a combattere per mesi". Intercettati razzi diretti verso lo scalo Ben Gurion. Obama a Netanyahu: disponibili a mediare per un cessate il fuoco. La replica: "Non ci fermeremo, siamo pronti a tutte le opzioni"

Nel quarto giorno dell'offensiva israeliana il conflitto con Hamas è in continua escalation, con il bilancio - assolutamente provvisorio - dei raid sulla Striscia di Gaza che ha raggiunto i 103 morti e i 600 feriti e il movimento islamico che si dice pronto a una "guerra di mesi" e minaccia di colpire con i razzi l'aeroporto di Ben Gurion, a Tel Aviv.
"Siamo pronti a mesi di combattimenti, la guerra questa volta sarà diversa dalle altre e il nemico non si fermerà se non alle nostre condizioni", ha avvertito Mahmoud al Zahar, dirigente del movimento islamista che controlla la Striscia di Gaza. Membro fondatore di Hamas, al Zahar ha aggiunto che "stavolta il popolo palestinese è unito nell'affrontare questa guerra e le cose andranno diversamente".

Netanyahu:"Siamo pronti a tutte le opzioni" - Dalle Nazioni Unite al presidente Usa Barack Obama, si sono levati gli appelli per una tregua e contro una possibile invasione di terra. Da parte sua Benjamin Netanyahu ha chiarito che la pressione della comunità internazionale non ci impedirà di "colpire i terroristi" per infliggere "un colpo decisivo" ad Hamas.
Israele, ha ribadito il premier, proseguirà la sua offensiva fino a quando non sarà certo che cesserà il lancio di razzi da Gaza e sull'eventuale invasione di terra, ha ribadito che "siamo pronti a tutte le opzioni". A questo proposito l'esercito israeliano ha intanto reso noto che 33.000 dei 40.000 riservisti richiamati sono operativi e secondo fonti dello Stato Maggiore, citate dalla radio militare, "entro le prossime 48 ore" è attesa la decisione del governo sull'autorizzazione all'invasione della Striscia di Gaza.

"Non volate sullo scalo di Tel Aviv" - Le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno avvertito le compagnie aeree di non volare sullo scalo internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, nel mirino dei razzi che sono stati lanciati verso la più popolosa città israeliana e sono stati intercettati e distrutti dal sistema antimissile Iron Dome, gli ultimi due nella serata di venerdì. L'aeroporto è rimasto operativo fin dall'inizio dell'offensiva Margine di sicurezza, ma in alcuni casi i voli sono stati deviati verso nord.

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