Vertice Ue, si cerca un'intesa su flessibilità e nomine

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Incontro Merkel-Renzi dopo i contrasti emersi ieri sul patto di stabilità. Nel documento finale passerebbe la linea italiana sull'economia, mentre sull'immigrazione vincono i Paesi del Nord. Juncker designato alla presidenza

L'ex primo ministro del Lussemburgo, Jean-Claude Juncker, è stato designato come nuovo presidente della Commissione Ue. Contro la sua nomina hanno votato la Gran Bretagna e l'Ungheria. Ve ne pentirete, avverte David Cameron in un tweet.



Intanto oggi si è svolto un nuovo incontro tra Renzi e Merkel (LE FOTO) dopo le tensioni emerse nelle ultime ore. "L'Italia non farà come la Germania, rispetterà i patti", avrebbe risposto piccato il premier italiano alle posizioni rigoriste di Angela Merkel, ricordando alla cancelliera quando fu il suo paese a sforare nel 2003 il limite del 3% per il rapporto deficit-Pil. Un contrasto che si è aperto durante la cena dei capi di stato e di governo dell'Unione a Ypres, contrasto poi in parte rientrato con la decisione di far lavorare gli sherpa nella notte tra giovedì e venerdì 28 giugno per limare il documento al centro del dibattito tra i leader: l'agenda programmatica che su spinta dell'Italia il presidente stabile del consiglio dell'Unione Herman Van Rompuy sta preparando per dare le linee guida dell'azione politica della futura Commissione europea.

Faccia a faccia Merkel Renzi - Nella mattinata di venerdì, quindi, prima dell'inizio della seconda giornata di lavori al vertice Ue, Renzi e Merkel hanno avuto un nuovo incontro bilaterale. Stando a quanto si apprende, i due leader europei avrebbero fatto un giro d'orizzonte sul testo del documento programmatico per la prossima Commissione e sulle nomine ai vertice delle istituzioni europee. La conversazione - riferiscono fonti vicine agli staff - sarebbe avvenuta in un clima molto positivo.

Il nodo sulla flessibilità
- Nel testo uscito dal lavoro notturno degli sherpa si leggerebbe che per conciliare la disciplina dei conti pubblici nazionali con le esigenze della crescita e della creazione di posti di lavoro, occorre fare un "miglior uso" della flessibilità insita nelle regole comunitarie. Nella bozza precedente dell'Agenda si parlava invece di "buon uso" della flessibilità già prevista dal Patto, mentre nella prima versione di "pieno uso". Nell'ultimo testo, inoltre, si precisa anche l'impegno dei 28 a "rispettare il Patto di Stabilità e crescita". Il consolidamento dei bilanci, si legge ancora, "deve proseguire secondo modalita' differenziate e che favoriscano la crescita". Bisogna inoltre prestare "particolare attenzione" alle riforme strutturali che "rafforzano la crescita e la sostenibilità"

Sull'immigrazione vincono i Paesi del Nord
- Sul fronte immigrazione invece il "mutuo riconoscimento" delle decisioni sull'asilo, punto fortemente voluto dall'Italia, scompare nell'ultima bozza. Se nella prima veniva indicata come "nuovo passo futuro", già nella seconda, sotto pressioni dei Paesi nord Ue, era diventata una possibilità "da esplorare". L'Agenzia Europea Frontex, si scrive inoltre, "strumento di solidarieta' europea nella gestione dei confini", deve "rafforzare la sua assistenza operativa, soprattutto per sostenere gli Stati Ue sottoposti ad una forte pressione ai confini esterni".

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