Nizza, svolta nell'omicidio Pastor: fermati figlia e genero

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L’ereditiera, una delle donne più ricche di Montecarlo, era morta in ospedale dopo un agguato in cui è rimasto ucciso anche il suo autista. In manette una ventina di persone. Le prime indagini non escludevano un'esecuzione della criminalità organizzata

Svolta nell'omicidio dell’ereditiera monegasca Hélène Pastor, vittima di un agguato a Nizza il 6 maggio scorso e morta in ospedale circa due settimane dopo. Una ventina di persone, tra cui la figlia e il genero della donna, sono state fermate tra Nizza, Marsiglia e Rennes con l’accusa di aver partecipato all’organizzazione dell’omicidio. In particolare, secondo il sito di Le Figaro, a Marsiglia sarebbero stati arrestati i presunti esecutori materiali, mentre a Nizza "uno o più mandanti".

L’indagine - I sospetti sono rivolti soprattutto verso il genero della vittima, Wojciech Janowski, uomo d’affari e console di Polonia nel Principato di Monaco. Potrebbe infatti essere lui il principale mandante, ma su questa ipotesi non c'è nessuna conferma ufficiale. Insieme a lui, è stata fermata anche la 53enne Sylvia Ratkowski-Pastor, figlia di primo letto della vittima. Tra gli arrestati anche molti appartenenti alle comunità maghrebina o comoriana. In particolare, i due presunti esecutori, di origine comoriana, sarebbero giunti a Nizza da Marsiglia in treno e poi in taxi, lasciando numerosi indizi.

L’agguato - La Pastor, 77 anni, era stata raggiunta da diversi colpi d'arma da fuoco mentre viaggiava in macchina con il suo autista, deceduto il 10 maggio. La ricca signora aveva appena concluso una visita al figlio ricoverato all’ospedale L’Archet di Nizza. A sparare, attraverso i finestrini dell’auto, era stato un uomo con il volto scoperto. Poi l’aggressore si era dato alla fuga con un complice.

Le prime ipotesi - L’anziana signora, presentata come discreta e lontana dalle serate mondane del Principato (nonostante la vicinanza ai Grimaldi), era una delle donne più ricche di Montecarlo, tra gli eredi di una famiglia che possiede un impero immobiliare da diversi miliardi di euro. Secondo i media francesi, in un primo tempo la pista privilegiata sembrava essere quella della criminalità organizzata, in particolare della ‘ndrangheta calabrese, visti gli interessi in Costa Azzurra.

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