Iraq, Stati Uniti: "Attacco con droni è un'opzione"

1' di lettura

Il governo americano smentisce l'ipotesi di fermare l'avanzata degli jihadisti con una collaborazione con l’Iran. "Nessuna ipotesi costruttiva sarà scartata", spiega però il segretario di Stato Kerry. Una seconda nave da guerra si sposta nel Golfo Persico

Un attacco con droni potrebbe essere un'opzione per fermare l’avanzata degli jihadisti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis). Ad affermarlo il segretario di Stato americano John Kerry. Smentita dallo stesso governo americano, invece, una cooperazione militare con l'Iran  (un'ipotesi che era stata diffusa dalla stampa americana).
"Gli attacchi con i droni sono, per gli Stati Uniti, un'opzione", ha detto Kerry, sottolineando come il presidente Barack Obama stia "prendendo attentamente in considerazione ogni ipotesi disponibile". Washington ha, infatti, portato un'altra nave da guerra nel Golfo Persico, dove già era presente la portaerei George H.W. Bush, mentre lo stesso Obama ha convocato il team per la sicurezza nazionale per fare il punto sulla situazione in Iraq.

La diplomazia Usa al lavoro - Kerry ha anche telefonato ai ministri degli Esteri di Giordania, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar per discutere la situazione e la necessità che i leader del Paese lavorino insieme. Intanto nella giornata di domenica 15 giugno gli Stati Uniti hanno deciso di mandare rinforzi per la sicurezza intorno alla loro ambasciata a Bagdad e spostare alcuni dipendenti verso altre sedi. "Stiamo esaminando le misure di sicurezza da adottare di concerto con il Dipartimento di Stato", ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato, Jennifer Psaki, ribadendo che la collaborazione con l'Iran non sarà di carattere militare.


La contro-offensiva irachena – Nel frattempo prosegue l’avanzata jahadista: i miliziani hanno conquistato Tal Afar, vicino al confine siriano e a 60 km dalla città di Mossul, la seconda città del Paese, dalla settimana scorsa sotto il loro controllo (FOTO).
I ministri degli Esteri dei 21 stati della Lega araba (la Siria è sospesa dal novembre 2011) si riuniranno mercoledì 18 e giovedì 19 a Gedda, in Arabia Saudita, per "studiare le misure da prendere" per cercare di rimediare alla "situazione critica dell'area", ha annunciato l’organizzazione panaraba.
Le autorità spagnole, come riferisce la stampa, hanno nel frattempo arrestato otto persone, smantellando una rete di reclutamento di jihadisti per l’Isis. Lo ha riferito il ministero dell’Interno, precisando che la rete di reclutamento era guidata dal marocchino Lahcen Ikasrrien, arrestato in Afghanistan nel 2001 e detenuto a Guantanamo.

Leggi tutto