Ucraina, ribelli a Donetsk: "Combatteremo fino a vittoria"

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Continuano gli scontri tra l'esercito di Kiev e i separatisti nelle regioni orientali. Putin: "Azione militare ostacola il dialogo". Obama: "Non è una nuova Guerra fredda". In Italia il feretro del fotoreporter Andy Rocchelli, ucciso a Sloviansk

Si spara ancora a Donetsk. Colpi di arma da fuoco riecheggiano nel centro della città di oltre 1 milione di abitanti mentre nel cielo sarebbero stati avvistati anche alcuni caccia. Il neo presidente dell'autoproclamata Repubblica popolare Petro Poroshenko parla di "stato di guerra", impone il coprifuoco dalle 20 alle 6 di mattina, e promette: "Daremo fine a questo orrore".

Filorussi: combatteremo fino alla fine - I filorussi però non hanno intenzione di arrendersi. E sfidano l'ultimatum del governo di Kiev. "Non combatteremo fino alla fine, ma fino alla vittoria" fa sapere il leader dell'autoproclamata Repubblica popolare, Denis Pushilin, mentre il bilancio delle vittime tra i miliziani nelle ultime ore sembra ormai salito oltre 100.

Il Cremlino critica l’uso della forza - Resta dunque alta la tensione nell'Est ucraino. E dal Cremlino avvertono: l'uso della forza porta la crisi ad un vicolo cieco dopo il quale "sarà sempre più difficile organizzare il dialogo tra Kiev e le regioni separatiste".

Le reazioni internazionali – Sul fronte internazionale, l'obiettivo comune resta quello di cooperare per per cercare di risolvere la crisi. La linea americana, spiega Obama, è quella di "agire insieme agli alleati e alla comunità internazionale". E assicura: "Questa non è la Guerra Fredda". L'Eliseo, da parte sua, invita il presidente ucraino Poroshenko alle commemorazioni per il D-day. All'appuntamento che ricorda lo sbarco in Normandia aveva assicurato in precedenza la propria partecipazione anche Vladimir Putin.

Le spoglie di Rocchelli arrivano in Italia -
Intanto, il feretro di Andrea Rocchelli, il fotoreporter italiano ucciso sabato 24 maggio a Sloviansk, è arrivato a Ciampino intorno alle 17 con un volo organizzato dall'Unità di crisi della Farnesina. Ad attendere l'aereo, su cui viaggiavano anche i genitori e alcuni colleghi del giornalista, c'era il ministro degli Affari esteri, Federica Mogherini.

Liberato il prete cattolico polacco rapito a Donetsk -
Buone notizie arrivano, invece, per quanto riguarda il sacerdote polacco Pawel Witek. Il prete cattolico che era stato rapito martedì 27 maggio a Donetsk è stato liberato. Lo ha reso noto un portavoce del Ministero degli Affari Esteri di Varsavia. Secondo i media polacchi, padre Witek era stato rapito dai separatisti filorussi che lo hanno tenuto prigioniero all'interno della sede dei servizi segreti ucraini occupata dai ribelli. Prima di essere rapito, il sacerdote avrebbe dovuto celebrare una funzione ecumenica in piazza della Costituzione a Donetsk.

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