Nigeria, Boko Haram sarebbe pronto a liberare alcune ragazze

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I terroristi potrebbero rilasciare parte delle 200 studentesse rapite non più in cambio della scarcerazione dei loro alti comandanti militari, ma di altri esponenti del gruppo islamista. A scriverlo è il quotidiano britannico Daily Telegraph

I membri di Boko Haram sarebbero pronti a liberare gradualmente parte delle 200 ragazze rapite in cambio di alcuni appartenenti al gruppo islamico che si trovano nelle prigioni nigeriane, ma non di alti comandanti.
La notizia è stata riportata dal quotidiano britannico Daily Telegraph. Il gruppo estremista jihadista avrebbe abbandonato la richiesta iniziale consapevole che "il rilascio di alti comandanti islamisti sarebbe politicamente impossibile per il governo nigeriano".
Tra i prigionieri che potrebbero essere liberati ci sarebbero mogli e familiari dei combattenti di Boko Haram. "Il gruppo ha inoltre compilato una lista di figure di più basso profilo", precisano ancora le fonti citate dal Daily Telegraph.
Se quest'ultima proposta dovesse andare a buon fine, i terroristi rilascerebbero fino a 100 ragazze, forse già a partire dall'inizio della settimana, "in un luogo sicuro e le autorità verrebbero avvertite con indicazioni su dove trovarle".

La notizia arriva il giorno dopo il vertice di Parigi che sabato 17 maggio ha affrontato la questione delle studentesse rapite. "Boko Haram ha stabilito legami accertati con al Qaeda del Maghreb e con altre organizzazioni terroristiche ed è divenuto una minaccia per tutta l’Africa occidentale e ora per l’Africa centrale", ha detto Francois Hollande. Tra gli ospiti del summit il presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, insieme ai leader di Camerun, Niger, Ciad e Benin, oltre ai rappresentanti di Ue, Stati Uniti e Regno Unito.

La mobilitazione sul red carpet di Cannes – Anche il festival di Cannes ha visto l'arrivo sul red carpet dell’appello per le liceali rapite. Portavoci della campagna "bringbackourgirls" Julie Gayet, l'attrice scandalo dell'Eliseo, e la messicana Salma Hayek. Inizialmente la campagna pro-liberazione delle studentesse di Chibok era partita tramite i messaggi Twitter in Nigeria, in particolare quelli dell’attivista Ibrahim Abdullahi che aveva aperto un account per gestirla, dopo che il governo di Abuja negava che il rapimento fosse avvenuto.

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