Turchia, oltre 270 vittime nell'esplosione in miniera

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Si aggrava il bilancio del crollo avvenuto a Soma, nella parte occidentale del Paese. Corsa contro il tempo per salvare i lavoratori ancora intrappolati sottoterra. Il premier Erdogan contestato dai famigliari dei minatori. Proteste ad Ankara e Istanbul

Sono più di 200 le vittime dell’esplosione in una miniera di carbone turca. L’ultimo bilancio, ancora provvisorio, parla di 245 morti. Il governo ha riferito che gli sforzi per ritrovare vive le persone ancora intrappolate sottoterra sono ormai una corsa contro il tempo. “Non ne siamo sicuri al 100 per cento, ma giù ci sono circa 120 minatori”, ha detto ai giornalisti il premier Recep Tayyip Erdogan, che ha annullato il suo viaggio in Albania e ha visitato il luogo dell’incidente.

La miniera si trova a Soma, nella provincia occidentale di Manisa, circa 120 km a nord della città di Smirne. Al momento del disastro all'interno c'erano 787 minatori. Le operazioni di soccorso sono proseguite per tutta la notte. Delle persone tratte in salvo, ha detto il ministro dell'Energia Taner Yildiz, un’ottantina erano ferite, quattro in modo grave.

Riserve di ossigeno scarse – I minatori indossavano maschere antigas con un'autonomia fra i 45 minuti e un'ora e mezza. Dalle 19 di martedì, quando è scattato l’allarme, i soccorritori hanno continuano a pompare aria fresca verso le gallerie. Ma non è bastato. All’inizio sono stati raggiunti e liberati dei minatori ancora in vita ma poi, con il passare del tempo, sono stati estratti sempre più cadaveri.

Esplosione causata da corto circuito - Le informazioni su quanto accaduto sono imprecise. L'incidente sarebbe avvenuto durante un cambio di turno. Secondo l'emittente Ntv a provocare l'esplosione, a due chilometri di profondità, sarebbe stato un cortocircuito. Le gallerie sono state poi invase da fiamme e fumo che hanno reso le operazioni di soccorso ancora più difficili. L'incendio non è ancora stato spento.

Le proteste in tutto il Paese - Davanti ai cancelli della miniera si sono riuniti i famigliari dei minatori intrappolati. Alcuni di loro hanno contestato Erdogan con fischi e urla di “dimissioni”. Le proteste, però, hanno interessato anche altre città turche. A Istanbul le unità antisommossa sono intervenute contro migliaia di manifestanti che denunciano le responsabilità del governo nel crollo della miniera. La polizia ha usato gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di gomma. Stesse scene ad Ankara.

Polemiche per la sicurezza delle miniere - Le carenze nella sicurezza delle miniere di carbone turche sono da tempo al centro di polemiche. Nel 2013 sono state 93 le persone morti nelle varie miniere del Paese. Nel novembre scorso 300 minatori si erano rinchiusi in fondo alla miniera di Zanguldak, dove nel 1992 un’esplosione aveva fatto già 163 morti, per protestare contro le misure di sicurezza insufficienti dell'impianto. Due settimane fa il principale partito di opposizione, il Chp di Kemal Kilicdaroglu, aveva chiesto in parlamento un'inchiesta sulla sicurezza proprio nella miniera di Soma. La proposta era stata bocciata dall'Akp, che ha la maggioranza assoluta nella Grande Assemblea di Ankara.

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