Ucraina, la battaglia continua. A Kramatorsk morti e feriti

Un posto di blocco vicino Slovyansk (Getty Images)
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Almeno 7 soldati sono stati uccisi in un agguato dei separatisti filorussi. Mosca chiede il pagamento anticipato del gas. Kiev: “La smetta di usarlo come arma”. E minaccia di portare Putin "alla Corte di Stoccolma" se non applicherà "prezzi di mercato”

Gli sforzi della diplomazia non fermano il conflitto nell'est dell'Ucraina. Sette soldati di Kiev sono stati uccisi e altri sette sono rimasti feriti in un agguato di separatisti filorussi nei pressi della città orientale di Kramatorsk. Una colonna di veicoli della 95ma brigata aviotrasportata è stata attaccata con granate e armi automatiche mentre si stava avvicinando a un ponte alle porte del villaggio di Dmitrovka, a una ventina di chilometri da Kramatorsk. Un autocarro che trasportava munizioni è stato distrutto da più colpi di mortaio.

Parte il tavolo di unità nazionale – Per provare ad affrontare la crisi in atto nel Paese, il 14 maggio alle 16.30 (le 15.30 in Italia) inizia nella sede del Parlamento ucraino la prima seduta del tavolo di unità nazionale. All'incontro parteciperanno, tra gli altri, ministri, candidati alle presidenziali, presidenti di amministrazioni regionali e consigli regionali. Non invitati, invece, i rappresentanti dei separatisti filorussi.

Il nodo gas – Intanto il governo ucraino ha anche il nodo gas da sciogliere. Da Bruxelles il premier Arseny Yatseniuk ha avvertito che Kiev non si lascerà intimorire sul gas, dopo che Mosca ha ordinato alla società ucraina Naftogaz il pagamento anticipato entro il 2 giugno di 1,66 miliardi di dollari per le forniture del prossimo mese. Il Paese è pronto a portare la Russia davanti "alla Corte di Stoccolma" se non applicherà "prezzi di mercato" alle forniture. "Noi accettiamo la logica dei prezzi di mercato", ha detto Yatseniuk, precisando che il suo governo ha "inviato un'offerta ufficiale a Gazprom" per un prezzo di "260 dollari per mille metri cubi". "Se avremo questo prezzo - ha aggiunto il premier - l'Ucraina in venti giorni ripagherà i suoi arretrati, ma prima ci deve essere l'accordo sul prezzo". “La Russia deve smettere di usare il gas come un'arma”, ha concluso. Il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, ha assicurato che l'Europa è impegnata "per trovare una soluzione positiva per tutti".

Il “ruolo cruciale” delle elezioni – Sul piano politico l'Ue scommette sulle elezioni presidenziali del 25 maggio, che avranno "un ruolo cruciale" per uscire dalla crisi, come ha spiegato il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, in visita a Kiev. “Mi interessa poco il risultato del referendum, mi interessano invece le elezioni del 25 maggio”, gli ha fatto eco Angela Merkel da Berlino. Anche per il ministro italiano Federica Mogherini, a Washington per un incontro con il suo collega statunitense John Kerry, è "estremamente importante che ci sia la più grande partecipazione" al voto anche nelle regioni filorusse. Mosca, però, ha chiesto che la questione di "governo e di rispetto dei diritti delle regioni" dell'Ucraina sia discussa con i leader filorussi locali "prossimamente e comunque prima delle presidenziali".

L’asse Mosca-Pechino – Vladimir Putin ora guarda alla Cina, dove sarà in visita il 20 maggio. Ad avvicinare Mosca e Pechino in un fronte antiamericano potrebbe essere anche l'irritazione di Washington per l'atteggiamento tenuto da Pechino nel Mar cinese meridionale, che John Kerry, capo della diplomazia Usa, ha definito "provocatorio".

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