Siria, scambio di accuse regime-ribelli: usate armi chimiche

Le conseguenze del conflitto in Siria in un'immagine d'archivio - Foto: Getty
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Nella provincia di Hama due persone sarebbero morte e oltre cento avrebbero sintomi da soffocamento in seguito all'uso di armi non convenzionali. Governo e opposizione si attribuiscono a vicenda la responsabilità

Un nuovo attacco con gas - il secondo in 24 ore - sarebbe stato compiuto nella provincia siriana di Hama. Lo hanno riferito la tv di Stato e fonti mediche, ma la notizia non può essere verificata da fonti indipendenti. Nell'attacco sarebbero morte due persone e oltre 100 avrebbero avuto sintomi da soffocamento. Venerdì, fonti delle forze dell'opposizione siriana avevano denunciato un attacco con gas che sarebbe stato compiuto dalle forze del regime di Bashar Assad ad Harasta, un sobborgo di Damasco.

Scambio di accuse tra regime e opposizione
- Oggi, sabato 12 aprile, il direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani Rami Abdel Rahman ha riferito che "aerei del regime hanno bombardato Kafr Zita con ordigni che hanno prodotto fumo denso e forti odori e hanno causato casi di soffocamento e avvelenamento". La tv di Stato ha invece attribuito la responsabilità dell'attacco con armi chimiche ai terroristi qaedisti del Fronte Jabath Al Nusra. Secondo i media ufficiali siriani, l'organizzazione sarebbe preparando altri attacchi con gas sarin.

Giornalista americano: attacchi del 2013 opera dei ribelli - A sostegno di questa ipotesi, nei giorni scorsi il giornalista americano Seymour Hersh aveva rivelato che l'attacco del 21 agosto 2013 a Ghouta, un sobborgo di Damasco, in cui morirono 1.400 persone, sarebbe stato opera di formazioni jihadiste che avevano ottenuto i gas dalla Turchia.

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