India, le elezioni online tra boom mobile e progetti virali

Merchandise elettorale: le cover per smartphone con i principali candidati e partiti in corsa - Getty Images
1' di lettura

La più grande consultazione del paese rappresenta un interessante esperimento di politica 2.0. Mentre le connessioni su smartphone e social network toccano livelli record, ecco i servizi messi a disposizione dai principali candidati e dai colossi del web

di Nicola Bruno

Sono le più grandi, lunghe e costose elezioni nella storia del paese. Un gigantesco (e complicato) esercizio di democrazia che mobiliterà più di 845 milioni di cittadini per rinnovare il Parlamento e nominare il nuovo primo ministro. Ma le consultazioni iniziate lo scorso 7 aprile in India rappresentano anche un interessante test sull’impatto di Internet e dei social media sulla politica.

Il boom mobile (e di Facebook) - L’adozione di Internet, soprattutto nella versione mobile, sta letteralmente esplodendo nel paese: secondo gli ultimi dati dell’Internet and Mobile Association of India più di 180 milioni di indiani si connettono a Internet attraverso un dispositivo mobile. Un boom, questo, che sta trainando anche l’ascesa dei social media: proprio nei giorni scorsi Facebook ha annunciato di aver superato quota 100 milioni di iscritti in India: il subcontinente è così il secondo paese al mondo per numero di membri del social network, piazzandosi subito dopo gli Stati Uniti che contano su 180 milioni di utenti.
Come è ben spiegato da questa infografica il profilo tipo dell’utente Facebook in India è: ragazzo single con meno di 24 anni; nell’84% dei casi accede al social network attraverso uno smartphone (Android per il 55%). Insomma il ritratto della nuova generazione urbana che vede nel voto un’occasione di riscatto e, come evidenzia questo altro grafico, per la prima volta avrà un forte impatto sul risultato elettorale.

Pulsanti e meni virali - Facile quindi capire perché i principali partiti e i colossi del web stiano offrendo una varietà di strumenti online. A cominciare da Facebook, appunto, che ha messo a disposizione il pulsante I’m a Voter per mobilitare i giovani indiani.



Sempre su Facebook sono molti i fenomeni virali in corso. Tra cui quello più “trending” è “Show us your ink” (mostra il tuo inchiostro) con indiani che mostrano appunto il dito sporco dell’inchiostro distribuito nei seggi elettorali. 



Le mappe e le community di Google - Anche Google ha messo in campo diverse iniziative online, a cominciare dalla pagina speciale sulle elezioni che permette non solo di visualizzare i trend delle ricerche sui leader e i partiti in corsa, ma anche di conoscere più da vicino i candidati con l’app interattiva “Know your candidate”.
Altro esperimento interessante è quello realizzato insieme a Storyful, servizio per la ricerca e la verifica delle notizie sui social media: una comunità aperta su Google Plus chiamata “Open Elections India” dove partner e utenti fidati possono condividere notizie, segnalazioni e dati sulle elezioni in corso. Con un occhio di riguardo, appunto, per le risorse condivise dagli utenti e le tendenze che partono dal basso.

I candidati virali - Blogworks, servizio indiano di social media tracking, offre una bacheca interattiva con aggiornamenti in tempo reale sui candidati e i partiti più citati online, tenendo traccia anche degli hashtag più popolari. Al momento, Narendra Modi sembra attirare molti più follower online, com Rahul Gandhi che insegue dietro.



Ecco come comunicano i due principali leader su Twitter



Visualizzazioni e progetti interattivi - Tra test per scoprire a quale candidato si è più vicini, playlist musicali per motivare i più giovani ad andare a votare e videogiochi per smartphone, non mancano poi i progetti 2.0. Anche per spiegare meglio l’importanza di questo voto, molte testate internazionali hanno realizzato infografiche (Al Jazeera, Cnn) e pagine speciali (come questa del Guardian con tanti dati e visualizzazioni interattive).
Tra le altre, segnaliamo questa videografica della Bbc che spiega in due minuti tutto quello che c’è da sapere sulle elezioni indiane.


Leggi tutto