L'ultimatum di Kiev: stop proteste in 48 ore, poi uso forza

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Il governo ucraino sembra intenzionato a reagire contro gli insorti filorussi. "Si evitino azioni irreparabili" avverte Putin. Poi, invita il colosso petrolifero Gazprom ad aspettare prima di chiedere il pagamento anticipato delle forniture di gas

di Gianluca Ales

"Spero non facciano nulla di irreparabile". Il presidente russo Vladimir Putin lancia una serie di avvertimenti chiari a Kiev, dopo l'ultimatum del ministro dell'Interno ucraino, che ha annunciato di risolvere la crisi "entro 48 ore", con le buone o le cattive. Insomma, di fronte all'occupazione da parte dei filorussi degli uffici dei servizi di sicurezza ucraini a Donetsk, Kiev si è detta disposta a usare anche la forza.

E se è vero che Putin ha assicurato di non voler invadere le regioni dell’Est, è anche vero che Mosca ha saldamente in mano le armi di pressione più potenti. Per ora il presidente si è dimostrato conciliante: ha invitato il premier Dimitri Medvedev, e il gigante dell'energia Gazprom, a negoziare prima di chiedere il pagamento anticipato delle forniture di gas. E ha poi ricordato la situazione piuttosto "strana" - per usare le sue parole – per cui la Russia continua a sostenere economicamente l'Ucraina, mentre Usa e Ue, ancora non hanno versato un soldo. Naturalmente, ha concluso il ragionamento, "questa situazione non può durare per sempre".

Una soluzione negoziale, quindi. Ma come, e quando? Una riunione a 4, con Usa, Ue, Russia e Ucraina è stata programmata per la prossima settimana. Mosca nicchia, e chiede che non si tenga a Bruxelles. Comunque l’agenda è tutta da definire, ha chiarito il portavoce di Catherine Ashton, commissario per la politica estera e di sicurezza europea.

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