Ebola, frontiere chiuse al confine con la Guinea

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La decisione arriva dai governi di Senegal, Marocco e Arabia Saudita. Il virus continua a uccidere nel Paese africano, in particolare nella capitale Conakry. L'emergenza è iniziata il 22 marzo

di Raffaella Daino

Aumentano nell’Africa occidentale i casi di contagio da virus Ebola e cresce il numero dei Paesi che decidono di chiudere le frontiere e rafforzare i controlli sanitari negli aeroporti nel tentativo di fermare Ebola. Lo hanno fatto Senegal, Marocco, Arabia Saudita.
Il virus continua ad uccidere in Guinea, uno dei Paesi più poveri al mondo, dove è apparso per la prima volta il 22 marzo.

La maggior parte dei casi in Conakry - La maggior parte dei casi si concentra nella capitale Conakry, primi casi si registrano anche nella vicina Liberia. Sotto osservazione anche la Sierra Leone. L'epidemia del virus - che è letale, incurabile e si diffonde facilmente attraverso sangue, liquidi biologici e tessuti infetti - allarma anche gli Stati Uniti che hanno inviato un'equipe di specialisti. E' un'epidemia senza precedenti avverte Medici senza Frontiere che in tre diverse località della Guinea ha istituito unità per l'isolamento dei pazienti. Il contagio si diffonde facilmente e rapidamente di città in città.

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