Mosca ritira le truppe dal confine ucraino

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Telefonata tra Putin e Merkel. Visita del premier russo Medvedev in Crimea. A Parigi incontro Kerry-Lavrov: "Costruttivo" nonostante le posizioni "divergenti"

Primi segnali di distensione sull'Ucraina: la Russia ha avviato un graduale ritiro delle proprie truppe dal confine con l'Ucraina e le avrebbe ridotte, secondo alcune fonti, a 10.000 unità. "Negli ultimi giorni, le forze russe si stanno gradualmente ritirando dal confine", ha riferito il portavoce dello Stato maggiore del ministero della Difesa di Kiev, Oleksiy Dmytrashkivskiy. Una parziale conferma è arrivata dal ministero della Difesa russo, che ha indicato il ritiro di un battaglione della 15esima brigata di fanteria motorizzata, in rientro alla propria base dopo aver concluso le esercitazioni nella regione di Rostov. Il numero di soldati in un battaglione va da 300 a 1.200.

Incontro Kerry-Lavrov - Potrebbe essere questo un primo risultato del dialogo avviato la scorsa settimana tra Barack Obama e Vladimir Putin, quando i presidenti americano e russo avevano chiarito in una telefonata i passaggi di una soluzione diplomatica alla crisi, cercata tra dai capi delle rispettive diplomazie, John Kerry e Serghei Lavrov. I due si sono visti a Parigi al ministero degli Esteri francese, ma già nella notte avevano assicurato che il loro incontro di quattro ore di domenica 30 marzo è stato "costruttivo" e che sarebbe proseguito, nonostante le posizioni "divergenti". Mosca assicura di non voler invadere l'est dell'Ucraina e al tempo stesso insiste per la tutela dei diritti dei russofoni e chiede un modello federalista per l'ex repubblica sovietica.

Putin chiama Merkel - Il capo del Cremlino ha parlato con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, prospettandole la necessità di una riforma costituzionale in senso federalista per l'Ucraina e allungando le mani sulla Transnistria, il territorio autonomo della Moldavia. Per questa regione, autoproclamatasi Stato ma non riconosciuta come tale dalla comunità internazionale, Putin ha chiesto una rimozione del blocco "virtuale" all'accesso fisico al territorio. La Crimea, invece, il Cremlino la dà già per acquisita al territorio russo. Il premier Dmitri Medvedev ha visitato la penisola, diventando il primo leader di Mosca a recarvisi dall'annessione.


Medvedev in Crimea - "Oggi qui il governo discuterà  lo sviluppo della Crimea", ha scritto Medvedev su Twitter. KIev ha protestato: "E' una violazione delle relazioni internazionali". Quel territorio è ucraino". A Sinferpoli, il premier ha promesso la creazione di un'università di livello federale in Crimea, un programma di assistenza medica gratuita ai cittadini, l'aumento graduale delle pensioni che verranno parificate alla media nazionale russa e ha sottolineato la necessità di ridurre i prezzi dei biglietti aerei per potenziare il turismo e rendere la Crimea competitiva con destinazioni quali Turchia e Bulgaria.

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