Turchia, Erdogan vince amministrative: traditori pagheranno

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Il partito islamico Akp del premier si è imposto con il 45,6% dei voti, contro il 28,3% dell'opposizione socialdemocratica del Chp. La giornata elettorale è stata macchiata dal sangue: otto i morti. Il gruppo Femen protesta a seno nudo in un seggio

L'Akp, il partito filo-islamico Partito per la Giustizia e lo Sviluppo del premier turco, Recep Tayyip Erdogan, si è imposto nelle elezioni amministrative con il
45,6% dei voti contro il 28,3% dell'opposizione socialdemocratica del Chp, il Partito Popolare Repubblicano.

Erdogan: "I traditori pagheranno"
- Nella notte Erdogan si è proclamato vincitore e ha avvertito che coloro che hanno "tradito" la nazione pagheranno. "C'e' chi cercherà di scappare domani" ha detto a migliaia di sostenitori davanti alla sede del Akp a Ankara, "ma pagheranno per quello che hanno fatto".
Nelle ultime settimane il premier era stato colpito da accuse di corruzione, nepotismo, autoritarismo: ma il 'sultano' di Ankara sembra essere sopravvissuto, vincendo con un apparente netto vantaggio secondo i dati diffusi dall'agenzia semi ufficiale Anadolu, ma contestati dall'opposizione.
La giornata alle urne è stata macchiata anche dal sangue per scontri tra clan schierati con diversi candidati in aree rurali nelle province di Hatay e Sanliurfa, vicino al confine con la Siria: il bilancio è di otto morti e almeno venti feriti.

Test per le presidenziali - L'esito del voto delle amministrative del 30 marzo è anche un test per le presidenziali del 2 agosto cui Erdogan intende candidarsi e alle quali non intende rinunciare neanche l'attuale presidente Abdullah Gul, suo compagno di partito ma che ha preso le distanze dalle ultime misure repressive come la 'chiusura' di Twitter e YouTube.

Nuova stretta sui social network - Erdogan, però, ha già annunciato per dopo le elezioni nuove misure autoritarie: poteri speciali per i servizi segreti, nuove norme sul controllo della giustizia, un possibile blocco di Facebook dopo Twitter e YouTube, dopo settimane di rivelazioni compromettenti, inchieste su corruzione e abusi di potere e altri scandali.

Femen in topless a seggio Erdogan, "no a dittatura" - E hanno fatto sentire la propria voce anche le attiviste del gruppo Femen: due giovani hanno inscenato una protesta a seno nudo contro Recep Tayyip Erdogan nel seggio elettorale di Uskudar, sulla sponda asiatica di Istanbul, dove è solito votare il premier turco. Le due ragazze, con la scritta "Erdogan, Via" dipinta sul petto, sono salite sui tavoli del seggio lanciando schede elettorali, e gridando slogan contro il premier turco.


In Rete hanno spiegato di aver voluto denunciare le spinte verso "la dittatura, la tirannia, la censura e un regime dei servizi segreti in Turchia impresse da Erdogan". Una protesta, la loro, anche contro il bando imposto a Twitter e YouTube, la creazione di "uno stato di polizia e la islamizzazione forzata" del Paese.

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