Marò, processo sospeso. L’Italia chiede il rientro immediato

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I giudici accolgono il ricorso contro l'utilizzo della polizia antiterrorismo nel procedimento a carico di Latorre e Girone, accusati di aver ucciso due pescatori. Palazzo Chigi: “Rivendichiamo con forza la giurisdizione italiana sulla vicenda”

La Corte suprema indiana ha accolto il ricorso dei due marò contro l'utilizzo della polizia Nia (che si occupa di antiterrorismo).
I giudici hanno così sospeso il processo a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone,  accusati di aver ucciso il 16 febbraio 2012 due pescatori indiani scambiandoli per pirati, presso il tribunale speciale. La prossima udienza si terrà tra quattro settimane.

L'Italia, con una nota di Palazzo Chigi, ha spiegato che "la posizione del Governo italiano resta immutata nel rivendicare con forza la giurisdizione italiana sulla vicenda e nel chiedere l'immediato ritorno dei nostri militari in Italia". "Il Governo - prosegue la nota - continuerà a svolgere tutte le azioni internazionali utili a raggiungere quanto prima entrambi gli obiettivi".

"Aspetto di vedere i dettagli, noi puntiamo a un'internazionalizzazione di questa vicenda", aveva detto invece in mattinata a Sky TG24 Staffan De Mistura, inviato speciale del governo (VIDEO). Nel colloquio di giovedì 27 tra Obama e Renzi il premier italiano aveva chiesto appoggio sul tema agli Stati Uniti.


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