Crimea, milizie russe assaltano la base di Belbek

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L'ultimo presidio di Kiev sulla penisola nel Mar Nero è stato attaccato e preso da uomini armati fedeli a Mosca. Il comandante ucraino: "Abbiamo fatto il possibile per difendere l'onore delle divise"

Le forze russe hanno fatto irruzione nella base ucraina di Belbek, in Crimea, ultimo avanposto di Kiev nella penisola sul Mar Nero che lo scorso 16 marzo ha votato la secessione dall'Ucraina. Un mezzo blindato ha sfondato il cancello della base comandata da Iuli Mamchur. Almeno un soldato ucraino sarebbe rimasto ferito dalle milizie russe intervenute per assumere il controllo della base. La telecamera che da ore trasmetteva in diretta la  resistenza della base è stata oscurata da un militare russo mentre si denuncia l'apertura del fuoco e il rumore di esplosioni.

Il comandante: "Fatto il possibile per difendere l'onore della divisa"
- Il comandante ucraino della base Iuli Mamciur, ha trattato con militari russi la resa dell'installazione. Prima di negoziare, l'ufficiale ha arringato i suoi elogiandoli per aver "fatto il possibile" per difendere l'onore delle loro divise. Testimoni sul posto hanno raccontato all'agenzia Ansa che Mamciur ha riunito in piazza d'armi gli uomini rimasti con lui asserragliati nell'ultimo edificio della base e, dopo aver parlato, ha intonato con loro l'inno ucraino.

Base sotto assedio da venerdì - Da venerdì mattina, la base era circondata dalle forze di Mosca.  Una delegazione di militari aveva informato il colonnello Mamchur del  completamento delle procedure di annessione della Crimea alla Russia,  chiedendogli di consegnare le armi. "Uno di loro mi ha detto che eravamo qui illegalmente, che  violavamo le norme delle Nazioni Unite. Potete immaginare, gente come  questa che parla di diritto internazionale. Ho risposto loro che il  Parlamento di Mosca non è il mio parlamento. Che avrei aspettato gli ordini del mio governo a Kiev", aveva testimoniato l'ufficiale.

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