Crimea, sanzioni Usa e Ue contro la Russia. LA SCHEDA

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Vladimir Putin ha siglato il decreto che riconosce la sovranità e l'indipendenza di Simferopoli. Nazionalizzati tutti i beni ucraini, il rublo è la moneta ufficiale. Obama: Mosca isolata

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che riconosce la Crimea come Stato sovrano, dopo che la regione ucraina ha votato a favore dell'annessione alla Russia. "Considerando la volontà della popolazione della Crimea espressa nel referendum del 16 marzo 2014, decreto che la Repubblica di Crimea, dove la città di Sebastopoli gode di status speciale, sia riconosciuta come stato sovrano e indipendente", si legge nel decreto.


All'indomani del referendum (lo speciale), però, si stringe la morsa dell'isolamento internazionale sul Cremlino. Prima l'Unione Europea, pochi minuti dopo la Casa Bianca, impongono dure sanzioni - seppure di peso diverso - contro personalità russe dell'entourage di Vladimir Putin ed esponenti ucraini filo-Mosca. Il vertice dei ministri degli Esteri dell'Unione, a Bruxelles, ha stabilito una 'lista nera' con 21 nomi. Subito dopo, la Casa Bianca ha diffuso a sua volta un elenco di 11 persone (7 russi e 4 ucraini), compreso Viktor Ianukovich, il presidente deposto dalla piazza di Kiev nelle settimane scorse. Contro queste figure, individuate da Obama come direttamente "responsabili di azioni che minacciano l'integrità e la sovranità dell'Ucraina", sono annunciate misure amministrative, ma anche economiche. La Casa Bianca le definisce come "le più ampie e complete dalla fine della Guerra Fredda" e sostiene che sono pensate "per indebolire il rublo". Per il presidente in persona dimostrano che "Mosca è isolata nel mondo".

Cosa prevedono - Congelamento dei beni, messa al bando di visti, ma anche stop agli affari per aziende russe di proprietà di queste persone con sede negli Stati Uniti, blocco del trasferimento di dollari. Il Tesoro americano pensa che anche le banche straniere e altre istituzioni finanziarie internazionali interromperanno i loro rapporti con queste entità. Secondo la Casa Bianca, queste misure danneggeranno il cambio del rublo, rispetto al dollaro, del 3%.

Chi colpiscono - Sul fronte Usa vengono presi di mira quello che i nuovi 'cold warriors' di Washington additano come i 'russian cronies', 'i Compari del Cremlino': Dmitri Rogozin, vicepremier e capofila dei nazionalisti nel governo Medvedev; Vladislav Surkov, consigliere del presidente indicato in passato come 'eminenza grigia' dell'ideologia putiniana; Serghei Glaziev, consigliere economico molto influente; Leonid Slutski, presidente della Commissione Interni della Duma; Andrei Klishas, presidente della commissione Affari Costituzionali; Valentina Matvienko, presidente della Camera Alta russa (Consiglio della Federazione); Ielena Mizulina, deputato della Duma. Quindi i 4 leader ucraini : Serghei Aksionov, premier filo-russo della Crimea; Vladimir Konstantinov, capo del Parlamento locale di Simferopoli; Viktor Medvedchuk, leader di un partito ucraino filo-russo, businessman ed ex potente capo dell'amministrazione presidenziale di Kiev; e infine Yanukovich.
Sul fronte Ue, le misure tuttavia non hanno per ora lo stesso peso: sono di durata di 6 mesi e non coinvolgono membri del governo di Mosca, oltre che giornalisti o rappresentanti di aziende. Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha precisato che nella lista dei 21 - che comprende come quella americana il premier della Crimea, ma solo politici russi di secondo piano tipo il vicepresidente della Duma, Serghei Zhelezniak - i militari di Mosca sono tre.

A cosa servono - "Si tratta di un messaggio forte - sostiene la Casa Bianca - al governo russo sul fatto che le violazioni provocano conseguenze". Per Obama la parola ora torna a Mosca, a suo dire "sempre più isolata" nel mondo.

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