Calcio, Hoeness rinuncia all'appello: pronto al carcere

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Il presidente del Bayern ha rassegnato le dimissioni dopo la condanna a 3 anni e 6 mesi: "L'evasione fiscale è stato l'errore della mia vita, devo pagarne le conseguenze". "Lo Stato di diritto ha fatto il suo corso" ha detto il portavoce di Angela Merkel

Condannato il 13 marzo dal tribunale di Monaco di Baviera a tre anni e sei mesi di carcere per una frode fiscale di oltre 28 milioni di euro, Uli Hoeness ha presentato le sue dimissioni da presidente del Bayern-Monaco, ruolo che ricopriva dal novembre 2009, dichiarando di voler rinunciare all'appello. Hoeness accetta dunque di finire in carcere: "L'evasione fiscale è stato l'errore della mia vita e ora devo pagarne le conseguenze".

Merkel "rispetta" decisione patron Bayern - "E' uno di quei casi in cui lo Stato di diritto ha fatto il suo corso. E la decisione di Uli Hoeness va rispettata". Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel Steffen Seibert rispondendo a una domanda su cosa pensi la cancelliera della decisione del Patron del Bayern.

Hoeness: il Bayern è la mia vita -
L' ex calciatore tedesco, 62 anni, che dopo aver appeso gli scarpini al chiodo si è trasformato in uomo d'affari, ammette le sue colpe ma con orgoglio ribadisce: "Il Bayern Monaco è il lavoro della mia vita e sarà sempre così per me". E aggiunge: "A questa squadra meravigliosa e alle persone che ne fanno parte rimarrò legato in altri modi fino a quando vivrò. Ringrazio di cuore i miei amici personali, e i supporter del Bayern-Monaco per il loro sostegno".

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