Ucraina, tra Kiev e Mosca è scontro anche in rete

Manifestanti anti-governativi a Kiev leggono le notizia su Internet dalle barricate Credit: Getty Images
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Siti attaccati o bloccati, infrastrutture di telecomunicazione danneggiate ma anche sofisticati virus informatici pensati per spiare e danneggiare i sistemi avversari. La crisi ucraina si gioca anche su Internet

di Raffaele Mastrolonardo

Uno degli ultimi casi riguarda il sito del primo canale televisivo statale russo. Secondo l'agenzia Itar-Tass, il 13 marzo è stato attaccato da un gruppo di hacker che avrebbero pure rivendicato l'azione. A inizio marzo analoga sorte era toccata a RT, la rete “internazionale all news” finanziata da Mosca, e pure a Rossiyskaya Gazeta, il quotidiano ufficiale del governo russo. Dall'altra parte della barricata, secondo il consiglio di difesa nazionale dell'Ucraina, il sito dell'agenzia di stampa Ukrinform ha subito un bombardamento informatico la scorsa settimana, cosa che è accaduta anche all'agenzia UNIAN il 3 marzo e ad altre testate online del Paese.

Anche se non è sempre chiaro chi siano gli autori, simili operazioni dimostrano che la crisi tra Russia e Ucraina, tra scontri diplomatici e manovre militari, ha anche un'appendice in Rete. Dove, se non si può ancora parlare di cyber-guerra vera e propria, si rischia, proprio come sul terreno reale, un'escalation.


La guerra dell'informazione – La possibilità che dalle schermaglie si passi ad azioni più grosse è concreta, almeno se si guarda al recente passato. Nel 2007, in risposta alla decisione delle autorità locali di rimuovere un monumento della seconda guerra mondiale da un parco della capitale Tallin, l'Estonia fu sottoposta a pesanti attacchi informatici. L'anno successivo furono i siti dei media e del governo della Georgia ad essere messi fuori uso nei mesi che precedettero l'azione militare da parte della Russia. Secondo gli esperti, l'attività di questi giorni sul fronte russo-ucraino non ha ancora raggiunto quei livelli ma, soprattutto in caso di un inasprimento del conflitto, è probabile che le infrastrutture e gli operatori che consentono lo scambio di informazioni diventino sempre più un obiettivo. Qualcosa in questo senso si è già visto. Il servizio di sicurezza ucraino ha denunciato che il provider Ukrtelecom è stato oggetto di attacchi che hanno portato all'interruzione dei servizi telefonia mobile per i membri del parlamento. Secondo altre fonti, all'inizio di marzo le comunicazioni tra la Crimea e il resto del Paese sarebbero state temporaneamente bloccate, mentre qualche analista ha paventato la possibilità che la nazione possa restare isolata dal punto di vista delle connessioni Internet. Quest'ultima prospettiva, già capitata ad altri Paesi, resta però improbabile secondo la società di analisi e consulenza Renesys, che ha messo a punto, un indice del rischio "tecnico" di blackout della Rete nelle varie nazioni. “L'Ucraina – ha affermato recentemente – ha una frontiera Internet forte e diversificata con oltre 200 sistemi locali autonomi che acquistano traffico internazionale”. Può contare inoltre su “connessioni dirette attraverso canali fisici con i maggiori punti di interscambio dell'Europa occidentale”. In questa situazione, ha concluso Renesys, “il nostro modello prevede che le probabilità che un solo evento produca lo spegnimento della Rete sono piuttosto basse”.

Il morso del serpente - Gli attacchi di tipo DDOS (Distribuited denial of service), che consistono nell'inondare un sito di richieste fino a bloccarne l'accesso, o i cosiddetti “defacciamenti” in cui una o più pagine di un sito sono sostituite, sono solo alcune delle cyber-armi a disposizione dei contendenti. Ce ne sono altre più sofisticate e, almeno potenzialmente, più pericolose. Una di queste è “Uroboro” (dal serpente che nella mitologia greca si mangiava la propria coda), un virus che negli ultimi mesi ha infettato ripetutamente reti e computer occidentali e, in particolare, ucraini, inclusi i sistemi  governativi. Secondo quanto riporta il quotidiano Financial Times, il software maligno consentirebbe sia lo lo spionaggio delle reti in cui si è insinuato che azioni distruttive, avrebbe cioè sia scopi di intelligence che propriamente militari. Conosciuto anche come Turla o Cyber Snake, sarebbe collegato ad un altro programma maligno, Agent.BTZ, utilizzato nel 2008 in un cyber-attacco su vasta scala contro i sistemi militari Usa all'epoca ricondotto alla Russia. Secondo gli esperti interpellati dalla testata inglese, dal gennaio 2013 si sono registrati 22 casi di infezioni di Uroboros in Ucraina. Per gli addetti ai lavori intervistati dall'agenzia Reuters, si tratta di un prodotto assai elaborato. Per quanto riguarda la paternità, tutti gli indizi puntano a Mosca. “Ha lo stampo russo da tutte le parti”, ha detto a Reuters Jim Lewis, del Center for Strategic and International Studies in Washington.
Tuttavia, come quasi sempre in questi casi, la certezza definitiva non si può avere, a meno che non sia il Cremlino stesso ad ammetterlo. Eventualità, evidentemente, piuttosto remota

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