Obama: "No alla pistola puntata da Mosca sull'Ucraina"

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Il presidente Usa incontra il premier ucraino: "Violazione del diritto internazionale" . Il G7: "Qualunque referendum non avrebbe alcun effetto legale". L'Ue trova l'intesa sulle sanzioni da sottoporre al vertice dei ministri degli Esteri lunedì

"L'invasione russa in Crimea è una violazione del diritto internazionale. Siamo vicini al popolo ucraino che non può andare avanti avendo un Paese vicino che decida il loro futuro, con la canna di una pistola puntata".
Barack Obama parla chiaro, davanti alle telecamere, dopo aver accolto nello Studio Ovale il premier ucraino, Arseni Iatseniuk, e avendogli tributato tutti gli onori di una formale visita di stato.
Un gesto politico-diplomatico dal significato profondo a pochi giorni dal referendum in Crimea e poche ore dopo l'ennesimo comunicato durissimo contro Putin del G7. Una stretta di mano davanti alle tv, dentro il luogo più sacro della Casa Bianca, che conferma anche fisicamente l'appoggio da parte dell'America di Obama al nuovo governo di Kiev. E contemporaneamente l'allargarsi del solco profondo che la crisi ucraina ha scavato nei rapporti tra Washington e Mosca. "Se non cambia atteggiamento - ribadisce severo il presidente americano - non solo gli Stati Uniti, ma l'Unione Europea e tutta la comunità internazionale sarà obbligata a fare pagare un prezzo a Mosca per le sue azioni".
Iatseniuk, dal canto suo è stato altrettanto netto: "Noi non ci arrenderemo mai all'ipotesi di perdere la Crimea. L'Ucraina - ha sottolineato - è e sarà parte del mondo occidentale".

La condanna del G7 -L'incontro avviene al termine di un'altra lunga giornata che ha visto i Paesi del G-7, il presidente del Consiglio Europeo e il presidente della Commissione Europea esortare Mosca "a cessare ogni sforzo per cambiare lo status della Crimea" perché questo sarebbe in violazione delle leggi internazionali. "Qualunque referendum in Crimea non avrebbe alcun effetto legale" si legge in una nota del G-7 diffusa dalla Casa Bianca, che sottolinea "la mancanza di un'adeguata preparazione e l'intimidazione della presenza delle truppe della Russia".
"L'annessione russa della Crimea – per i Paesi del G7 - sarebbe una chiara violazione della Carta dell'Onu" e di altri impegni assunti da Mosca, e se la Russia farà un passo del genere, dicono i 7 Grandi, "noi intraprenderemo altri passi, individualmente e collettivamente".

Trovata l'intesa sulle eventuali sanzioni alla Russia - Intanto gli Stati membri dell'Unione europea hanno trovato un'intesa sul testo per le sanzioni alla Russia, che prevedono anche restrizioni nei viaggi e congelamenti di beni nei confronti di coloro che hanno violato la sovranità dell'Ucraina.
Nella bozza del documento vengono descritte nel dettaglio le misure restrittive da intraprendere contro Mosca se non cambierà rotta sulla Crimea e non darà il via a colloqui coi mediatori internazionali per risolvere la crisi ucraina. Se verranno approvate dai ministri degli Esteri Ue al vertice di lunedì prossimo, saranno le prime sanzioni imposte dall'Unione europea contro la Russia dalla fine della Guerra fredda.

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