Governo ucraino: 2mila soldati russi hanno invaso la Crimea

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Kiev accusa Mosca. Obama: "Un intervento russo avrebbe delle conseguenze. Siamo preoccupati". Uomini armati controllano due aeroporti. Il presidente ad interim a Putin: "Aggressione non dissimulata". Yanukovich: "Continuerò a lottare"

All'aeroporto militare di Gvardiiski, vicino alla capitale della Crimea, Sinferopoli, sarebbero atterrati 13 aerei militari russi Il-76 ognuno con a bordo 150 paracadutisti per un totale di 2.000 soldati. E' quanto denuncia il governo ucraino. Già nella mattina del 28 febbraio il ministro dell'Interno ucraino, Arsen Avakov, aveva del resto accusato Mosca di "invasione armata".
E in serata il presidente ad interim, Oleksandr Turcinov, accusa la Russia di Vladimir Putin di voler provocare un conflitto. "Mi rivolgo personalmente al presidente Putin - ha detto alla tv - per chiedergli di fermare immediatamente la sua aggressione non dissimulata e di ritirare i suoi militari in Crimea. Secondo lui si vuole "provocare il conflitto per poi annettersi il territorio".
In Crimea sembrano dunque iniziare a soffiare pericolosi venti di guerra. Preoccupazione per la situazione è stata espressa dallo stesso presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
"Siamo profondamente preoccupati. Ogni intervento in Crimea sarebbe una grave violazione del diritto internazionale e della sovranità ucraina e avrebbe delle conseguenze" ha detto. Ma ha aggiunto: "La situazione è fluida: abbiamo contatti continui con le autorità russe".



Bloccati due aeroporti - Uomini armati presidiano dalla mattina del 28 febbraio due importanti aeroporti della penisola russofona ucraina: quello della capitale Sinferopoli e quello di Belbek, a 20 chilometri da Sebastopoli, dove è di stanza la flotta russa del Mar Nero. Non è ben chiaro se gli autori di questi blitz - sulle cui mimetiche non c'è alcun segno distintivo - siano paramilitari filorussi o delle truppe regolari di Mosca. La flotta del Mar Nero ha escluso il coinvolgimento di propri militari nell'occupazione dell'aeroporto di Belbek, ma i media locali continuano a riportare notizie di movimenti di soldati russi e di sconfinamenti russi dello spazio aereo ucraino. 

Convocato il Consiglio di Sicurezza dell'Onu - La tensione nella russofona Crimea è in effetti altissima, e sembra sempre più evidente che le autorità ucraine non hanno la situazione sotto controllo. Per esaminare, e si spera risolvere, la crisi in atto, è stato convocato il Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Ma sul terreno i moniti e i tentativi di rassicurazione della diplomazia non trovano per ora ossigeno. Dopo una serie di telefonate con il premier britannico David Cameron, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente Ue, Herman Van Rompuy, è stato comunque lo stesso presidente Vladimir Putin, rompendo giorni di gelido silenzio, a invitare alla calma per evitare "un'ulteriore escalation della violenza". Secondo Downing Street, inoltre, il leader del Cremlino si sarebbe confermato d'accordo sulla necessità di rispettare l'integrità territoriale dell'Ucraina. Intanto però la testata online 'Ukrainska Pravda' sostiene che almeno cinque aerei militari russi sono atterrati all'aeroporto militare di Gvardiiski, vicino Sinferopoli, e che una colonna di blindati si trova sulla strada tra Sebastopoli e Sinferopoli. E a puntare il dito contro la Russia è anche uno dei maggiori leader politici ucraini, l'ex pugile Vitali Klitschko, che dopo aver annunciato che l'ex premier Iulia Timoshenko si candiderà (come lui) alle presidenziali del 25 maggio, ha anche denunciato che soldati di Mosca stanno partecipando alle azioni militari in Crimea.

Yanukovich: "Continuerò a lottare per il futuro del Paese" - E in tutto questo, - proprio mentre l'Ue definisce "legittimo" il nuovo governo transitorio di Kiev e si dice "pronta a firmare" un accordo di associazione con l'Ucraina - il deposto presidente Viktor Yanukovich riappare per la prima volta in Russia, a Rostov sul Don, in una conferenza stampa in cui bolla il nuovo potere rivoluzionario come "neofascista" e accusa la "politica irresponsabile" dell'Occidente per la crisi e i morti di una "sceneggiatura non scritta in Ucraina". Non solo, ma Yanukovich sostiene anche di voler "continuare a lottare per il futuro" del Paese, "contro il terrore e la paura". E in Crimea c'è anche chi lo appoggia: per il presidente del Parlamento della penisola, Volodimir Konstantinov, Yanukovich è il capo di Stato "in carica", e anche per il leader del partito 'Unità russa' Serghiei Aksionov, eletto premier ieri, si tratta del "legittimo" presidente. A Washington la pensano in modo opposto: secondo la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Jen Psaki, Yanukovich ha ormai perso "ogni legittimità".

Il nuovo governo di Kiev chiede a Mosca l'estradizione di Yanukovich - Intanto, le nuove autorità di Kiev hanno chiesto ufficialmente alla Russia l'estradizione dell'ex presidente, ricercato per "omicidio di massa" le decine di morti di Kiev della settimana scorsa. Ma Mosca - secondo una fonte citata dall'agenzia Itar-Tass - ha intenzione di "garantire la sicurezza" di Yanukovich. Del resto il presidente della Duma russa, Serghiei Narishkin, ha proposto di chiedere alla 'Commissione di Venezia' di valutare la legittimità del nuovo governo provvisorio ucraino, e questo fa capire che considerazione abbia il Cremlino delle attuali autorità di Kiev. Non solo: Mosca ha anche deciso di accogliere i circa cinquemila 'Berkut' ucraini, le teste di cuoio protagoniste della repressione in piazza Maidan, e per far ciò ha ordinato al proprio consolato generale di Sinferopoli di facilitare il rilascio di passaporti russi agli agenti delle forze speciali ucraine disciolte nei giorni scorsi d'autorità dal nuovo potere di Kiev.

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