Marò, l'accusa: terrorismo. Letta: imputazione inaccettabile

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La decisione del giudice sul caso dei due militari italiani rinviata al 18 febbraio. La Procura chiede l'applicazione della legge antipirateria senza una specifica richiesta di pena di morte. Palazzo Chigi: "L'Italia si riserva ogni iniziativa"

E' alta tensione tra Italia e India. Nell'udienza di oggi, lunedì 10 febbraio, la Procura generale di New Delhi ha chiesto alla Corte Suprema che i due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone siano processati per il reato di terrorismo (che prevede fino a 10 anni di carcere). L'India ha dunque deciso di non invocare la pena di morte per i due marò che il 16 febbraio 2012 uccisero due pescatori indiani scambiandoli per pirati, ma ha basato la sua richiesta di accusa sulla base della legge per la repressione della pirateria (Sua Act).
Intanto, i tre giudici della Corte si sono presi otto giorni di tempo per decidere, rinviando l'udienza a martedì 18 febbraio. (LE TAPPE).

Immediata la reazione del governo italiano (la nota di Palazzo Chigi). "E' inaccettabile l'imputazione proposta dalle autorità indiane. L'uso del concetto di terrorismo" è da "rifiutare in toto: l'Italia e l'Ue reagiranno", ha twittato il premier Enrico Letta appena appresa la notizia.



"Anche una versione dimezzata del Sua Act non va assolutamente bene", ha sottolineato la Difesa a Delhi mentre l'inviato del governo, Staffan De Mistura, ha ribadito "con forza" la richiesta italiana: "In attesa di una soluzione sul processo i maro' tornino in Italia".

Bonino non esclude ricorso all'Onu - La notizia è ovviamente subito rimbalzata a Bruxelles, dove il ministro degli Esteri Emma Bonino si trova per il Consiglio affari esteri dell'Ue. L'accusa è "irragionevole", ha commentato. A New Delhi, ha aggiunto, "pensano che un Paese che assume la presidenza dell'Unione Europea fra pochi mesi sia un Paese terrorista". E non ha escluso il ricorso al tribunale dell'Onu.

Mauro a Sky TG24: "Sdegno dell'Italia è enorme" - E dai microfoni di Sky TG24 è intervenuto anche il ministro della Difesa Mario Mauro: "La mia visita a Nuova Delhi è un monito per ricordare che il governo italiano reputa inaccettabile, illogico e fortemente contraddittorio fare ricorso a una legislazione antiterrorismo e antipirateria per inserire in un quadro di giudizio due persone che si battevano contro il terrorismo e la pirateria".

L'accusa di Terzi - Oltre alle voci di sdegno per la decisione del governo indiano in Italia si levano anche proteste per la gestione del caso da parte della diplomazia italiana. E' il caso dell'ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che ha lanciato una forte accusa al precedente governo. La decisione di rimandare in India i due marò "fu un vergognoso errore di Monti su istigazione di Passera" ha affermato. Fu una decisione "avallata sulla base di considerazioni economiche, addotte sia da Monti che da Passera e motivata con il danno che le imprese italiane avrebbero avuto con l'India se i due fucilieri fossero rimasti in Italia".

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