Ibiza: pericolo petrolio, le star si mobilitano sui social

Una cala di Ibiza. Il mare delle baleari potrebbe essere in pericolo a causa delle esplorazioni petrolifere. Foto Getty
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La campagna #ibizadiceno contro le esplorazioni petrolifere al largo delle Baleari ha raggiunto, in poco più due settimane, una portata mondiale. Da Paris Hilton a James Blunt, le celebrità difendono l'isola su Twitter e Facebook

di Eliano Rossi

C'è un'isola da salvare. L''isola che ogni estate diventa il jet-set del divertimento, con la fortuna di posare le sue spiagge sull'acqua cristallina di quel tratto di Mediterraneo, che va dalle Baleari alla città di Valencia. E' Ibiza. La compagnia energetica scozzese Cairn Energy vorrebbe infatti condurre una serie di esplorazioni a 35 miglia dalla costa per trovare petrolio off-shore. E ha già ricevuto il via libera dal ministro dell'Industria e del Turismo spagnolo José Manuel Soria.
Per salvarla gli abitanti di Ibiza hanno scelto la via dei social network: la campagna #ibizadiceno , su Twitter, ha fatto il giro del mondo e in due settimane ha raccolto la partecipazione delle star che hanno prestato la loro immagine per la causa, dal cantante James Blunt all'ereditiera americana Paris Hilton.



L'unico ostacolo, prima dell'inizio delle esplorazioni, è la valutazione del Ministero dell'Ambiente sul piano d'impatto ambientale della compagnia scozzese, che arriverà il prossimo 10 febbraio. Prima di quella data gli ibicencos hanno provato a richiamare l'attenzione internazionale tramite la rete. La campagna social, partita con un gruppo su Facebook e poi sbarcata su Twitter, ha cominciato a prendere piede quando un giovane ingegnere di Ibiza, Joan Tur, ha postato una sua fotografia nudo, coperto nelle parti intime solo da una tanica di olio con una lavagna in mano. Su c'era la scritta #EivissaDiuNo. In poco tempo le immagini di nudi si sono moltiplicate ed hanno raggiunto una eco internazionale. L'hashtag su Twitter è stato trending topic in Spagna, e pian piano le celebrità che d'estate affollano l'isola hanno cominciato a mostrare sensibilità per la causa. “Ibiza è in pericolo. Non è un mito, una metafora o un'esagerazione”, ha scritto Paris Hilton sul suo account di Instagram, poi ribadito anche su Twitter. “No alle petroliere a Ibiza, che se ne vadano da un'altra parte, non le vogliamo”, gli ha fatto eco l'ex bandiera del Real Madrid Guti. “Mi aiutate con questo hashtag, vogliono perforare il mare per trovare il petrolio a Ibiza. Da pazzi”, ha scritto il cantante Alejandro Sanz. Se anche il ministero dell'Ambiente darà il via libera, la Cairn Energy comincerà a sondare il letto del mare sparando onde sonore di 249 decibel ogni dieci secondi a circa 35 miglia dall'isola. Questa pratica metterebbe a rischio la salute della fauna marina e potrebbe causare gravi danni all'industria ittica spagnola. Dall'altro canto la Cairn Energy ha spiegato che prima di lanciare le onde sonore più rumorose, comincerebbe con segnali più soft, in modo tale da allontanare i pesci dalle zone di studio senza conseguenze. Ma oltre ai danni agli animali gli ibicencos temono che, se fosse trovato del petrolio, gli sversamenti causati da eventuali incidenti in mare potrebbero compromettere le spiagge e il turismo estivo, le principali risorse economiche dell'isola.


Oltre alla campagna social di #ibizadiceno, anche l'associazione Alianca MarBlava, di cui fanno parte il comune di Ibiza e delle altre isole baleari, ha lanciato una petizione ufficiale per chiedere al ministero dell'Ambiente di dare un parere negativo al piano d'impatto della Cairn Energy. Nelle strade delle isole sono stati aperti piccoli chioschi che permettono ai cittadini di firmare la petizione. C'è tempo fino al 10 febbraio. Poi Ibiza conoscerà il suo futuro.

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