Preti Pedofili, Onu contro il Vaticano: ha permesso abusi

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Il Comitato della Nazioni Unite sui diritti dell'Infanzia: "La Santa sede non ha riconosciuto l'ampiezza del fenomeno e ha adottato pratiche che hanno consentito la continuazione dei crimini". La replica: "Esamineremo accuse, ma no a interferenze". VIDEO

Duro atto d'accusa delle Nazioni Unite contro il Vaticano per i preti pedofili. In un rapporto del Comitato Onu sui diritti dell'infanzia diffuso a Ginevra, si chiede che vengano "immediatamente rimossi" e consegnati alle autorità civili tutti i prelati che siano coinvolti in abusi su minori o sospettati di esserlo.

Richiesta di apertura degli archivi
- Il Comitato, che a metà gennaio aveva ascoltato i rappresentanti vaticani, ha anche chiesto alla Santa Sede di rendere accessibili i propri archivi in modo che i colpevoli, così come coloro che "hanno nascosto i loro crimini",  siano giudicati per questi atti. Secondo le Nazioni Unite, poi, la  commissione creata a dicembre da Papa Francesco dovrebbe indagare su  tutti i casi di abuso e "sulla condotta della gerarchia cattolica nell'affrontarli".

"Condotte che hanno permesso la prosecuzione dei crimini" - "Il Comitato", si legge inoltre nel rapporto, "è gravemente preoccupato dal fatto che la Santa Sede non abbia riconosciuto l'ampiezza dei crimini commessi, non abbia preso le necessarie misure per affrontare i casi di abusi sessuali e per proteggere i bambini, e abbia adottato politiche e pratiche che hanno portato a una continuazione degli abusi e all'impunità dei responsabili".  "A causa di un codice del silenzio imposto su tutti i membri del clero sotto la pena della scomunica - denuncia infine il rapporto, nel quale si ricorda che i responsabili degli abusi sono stati spostati di parrocchia in parrocchia "in un tentativo di coprire questi crimini" - i casi di abuso sono stati anche difficilmente riferiti alle autorità giudiziarie nei Paesi in cui sono stati commessi".

"Rivedere posizioni su aborto e omosessuali" - Dall'Onu arrivano poi delle esortazioni su alcuni temi etici cari al Vaticano. Il rapporto delle Nazioni Unite esorta infatti la Santa Sede a "rivedere la propria posizione sull'aborto" quando è a rischio la vita e la salute delle donne incinte e a "identificare circostanze in cui l'accesso ai servizi di aborto possa essere ammesso".  Il Comitato Onu ha poi invitato la Santa Sede "a fare pieno uso della sua autorità morale per condannare tutte le forme di molestia, discriminazione o violenza contro bambini sulla base del loro orientamento sessuale o l'orientamento sessuale dei loro genitori e a sostenere gli sforzi a livello internazionale per la depenalizzazione dell'omosessualità".

Il Vaticano: "Esamineremo accuse, ma no a interferenze"
- Dopo la diffusione del contenuto del rapporto è arrivata la risposta del Vaticano. La Santa Sede fa infatti sapere con una nota che sottoporrà a "minuziosi studi e esami" nel rispetto della Convenzione le accuse ricevute dall'Onu, ma vede in "alcuni punti" delle osservazioni ricevute oggi un "tentativo di interferire nell'insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell'esercizio della libertà religiosa".
Monsignor  Silvano Tomasi,  osservatore permanente del Vaticano presso l'ufficio Onu di Ginevra, ha inoltre espresso "sorpresa" per "le  affermazioni, alcune molto scorrette" fatte dal Comitato Onu parlando di di "linea ideologica" del testo.

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