Caso Hollande, Valerie: "La vita non si ferma all'Eliseo"

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Dopo le rivelazioni di Closer e la separazione dal presidente, la giornalista racconta: "Non è la prima rottura nella mia vita. E' violenta ma non rimpiango nulla".  Aperta un'indagine dopo la querela di Gayet nei confronti della rivista

"Mi sono trovata all'Eliseo, un mondo dorato. Non tutti lo sanno, ma mia mamma era una cassiera e mio padre invalido. Sono cresciuta in una casa popolare. Mi sono resa conto in questi ultimi mesi di quanto sono stata fortunata. La vita non si ferma solo perché non sono più la premie're dame".
Così Valerie Trierweiler, ex compagna del presidente francese Francois Hollande, commenta la sua situazione nella prima intervista ufficiale rilasciata al settimanale della Mondadori Chi.

"Non è la prima rottura nella mia vita" - L'intervista sarà nel numero in edicola mercoledì 5 febbraio ed è illustrata con le immagini del viaggio che l'ex compagna di Hollande ha compiuto in India per visitare l'ospedale pediatrico di Sion a Mumbai. "Può sembrare strano, ma non considero questo un momento di crisi", dice Valerie.
"Non è la prima rottura nella mia vita. E' violenta, sì, perché mediatica, ma non rimpiango nulla. Quello che ho vissuto è stato un susseguirsi di avvenimenti straordinari che mi hanno trasformata. Riprenderò la mia vita, ma sarà arricchita da questa nuova esperienza. Una esperienza, però, che ha più luci che ombre. Un mondo in cui la falsità è vincente e questo non è un mio valore", aggiunge Valerie. "Ma ho imparato a stemperare i toni. Lo dovevo al mio ruolo".
Nell'intervista a 'Chi', Valerie annuncia di volersi dedicare al sociale. "Mi sono accorta che a lungo avevo vissuto da egoista. Vivevo per i miei figli, la mia famiglia, il mio lavoro. Non donavo nulla. Non ho più niente da fare che donare ancora".

Aperta un'indagine in Francia - Intanto un'indagine preliminare è stata aperta in Francia per la pubblicazione sulla rivista Closer di foto del presidente Francois Hollande e della sua presunta amante, l'attrice Julie Gayet. Lo si apprende da fonti giudiziarie.
La querela, per violazione della privacy, era stata presentata dalla Gayet, che chiede 50.000 euro di danni più 4.000 di spese legali, oltre alla pubblicazione dell'eventuale condanna sulla prima pagina della rivista.

Data ultima modifica 04 febbraio 2014 ore 20:00

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