Spagna, migliaia in piazza per difendere diritto ad aborto

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A Madrid e in diverse altre città europee manifestazioni per contrastare il progetto di riforma del governo spagnolo che prevede l’interruzione volontaria della gravidanza solo nei casi di stupro e di pericolo grave per la madre

Era cominciata come un'iniziativa del cenacolo femminista 'Les comadres y mujeres por la Igualidad', le comari e donne per l'uguaglianza, di Pola de Laviana, un piccolo paese delle Asturie.
E' finita col diventare una mobilitazione nazionale, a Madrid, con 300 associazioni che hanno aderito al manifesto "per il diritto a decidere" e almeno diecimila manifestanti in piazza contro la 'controriforma' dell'aborto proposta nel dicembre scorso dal governo di Mariano Rajoy, per chiederne il ritiro e le dimissioni del promotore, il ministro della Giustizia Alberto Ruiz Gallardon.
E si sono svolti in molte città europee, da Londra a Bruxelles, da Amsterdam a Parigi, a Milano, Roma o Firenze, davanti ambasciate e consolati spagnoli, con un denominatore comune: il rifiuto della 'controriforma' spagnola considerata uno sfregio ai diritti delle donne.

Il 'treno della libertà' - quello che portava appunto le esponenti del movimento dalle Asturie a Madrid - non è stato l'unico a calare sulla capitale, ma decine di vagoni e autobus sono giunti da numerose città spagnole carichi di manifestanti.
Fra i manifestanti, anche tantissimi uomini. Felix, 37 anni e Juan Carlos, di 45, sono giunti da Soria e, al passaggio del corteo, davanti al ministero della Sanità, urlano: "Dimission!". "Bisogna mobilitarsi tutti davanti a un taglio dei diritti, uomini e donne, perché i figli sono di entrambi", spiegano.

Cosa prevede la riforma - Quasi 8 spagnoli su 10, secondo alcuni sondaggi sono contrari al controverso progetto di riforma che consente l'interruzione di gravidanza solo nel caso di violenza sessuale, di grave rischio per la salute psicofisica della madre, quando sia certificato da almeno 2 medici, e in caso di malformazione del feto incompatibile con la vita ed abroga così di fatto il diritto delle donne ad abortire nelle prime 14 settimane di gestazione, come prevedeva la legge approvata nel 2010 dal governo socialista di Zapatero.
Il progetto promosso a dicembre per compiacere l'ala più conservatrice del Partido Popular in vista delle elezioni europee di maggio, si è rivelato un boomerang, che ha fatto levare numerose voci di protesta anche all'interno dello stesso partito di governo, al punto che il premier Rajoy ha dovuto riconoscere che si tratta di una "riforma controversa".

Il rinvio del progetto di riforma - E il Congresso dei Deputati, dove il PP ha la maggioranza assoluta, ne ha rinviato l'esame a giugno prossimo, dopo la tornata elettorale. Alla marcia di Madrid si sono uniti anche sindacati, come l'Union General de Trabajadores, che ha ricevuto l'appoggio della Cgil italiana, e rappresentanti politici dell'opposizione, fra i quali la numero due del Psoe, Elena Valenciano, e il deputato di Izquierda Unida, la Sinistra Unita, Gaspar Llamazares.

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