Ucraina, una fragile tregua

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L'opposizione si dice delusa dai negoziati con il presidente. E la rivolta sbarca a ovest: occupati 4 consigli regionali. Dagli Usa, intanto Joe Biden ha chiamato Ianukovich chiedendo la fine di ogni violenza

La fragile tregua di giovedì 23 gennaio ha interrotto le violenze tra dimostranti e polizia che da domenica scorsa sconvolgono il centro di Kiev e che hanno già fatto i primi morti. Sembrano però essersi già chiuse le possibilità di dialogo tra i manifestanti e il governo. L'opposizione si dice infatti delusa dopo un lungo vertice con il presidente Viktor Ianukovich.

L'opposizione non è soddisfatta dalle trattative - Alla fine dell'incontro il capogruppo del partito 'Patria' di Timoshenko aveva annunciato "forti possibilità di mettere fine al bagno di sangue", facendo intravedere degli spiragli nella crisi politica che negli ultimi giorni ha portato a violenti scontri nel centro di Kiev, soprattutto visto che nel pomeriggio del 23 gennaio il presidente del parlamento aveva annunciato la convocazione di una seduta straordinaria dell'organo legislativo per discutere le possibili dimissioni del governo e l'abrogazione delle leggi anti-protesta, causa principale dei violenti scontri a Kiev.
Poi, però, il campione del mondo di pugilato e leader di 'Udar' Vitali Klitschko ha raffreddato le speranze dei manifestanti affermando che "la sola cosa" che è stata ottenuta dall'incontro "è stata la promessa di liberare tutti i dimostranti" arrestati (75 da domenica secondo la polizia).

Il governo: no ad elezioni anticipate - Ianukovich, infatti, nonostante la convocazione della seduta straordinaria del Parlamento, sembra si sia rifiutato di sollevare Mikola Azarov dall'incarico di primo ministro, e l'organo legislativo rimane comunque nelle mani del suo partito delle Regioni. Lo stesso Azarov ha anche respinto con decisione la possibilità elezioni presidenziali anticipate, così come chiesto dall'opposizione nel suo ultimatum di 24 ore lanciato il 22 ("altrimenti passeremo alla controffensiva").

Nuove barricate al Maidan - Al Maidan, cuore della protesta 'europeista', nella serata di giovedì 23 gennaio c'erano migliaia di persone e si continuano a rinforzare le barricate e a erigerne di nuove. La protesta, intanto si allarga: il 23 gennaio i manifestanti hanno preso d'assalto 5  consigli regionali nelle regioni occidentali e centrali del Paese (quelle filo-occidentali): Leopoli, Rivne, Ternopil, Khmelnytsky e Cherkassy (quest'ultimo poi riconquistato dalla polizia). I dimostranti chiedono le dimissioni dei governatori nominati dal presidente Viktor Ianukovich.

Intanto, dagli Stati Uniti il vice presidente americano, Joe Biden, ha chiamato Ianukovich chiedendo con forza la fine di ogni violenza e invitando le autorità ad ascoltare e dare risposta alle preoccupazioni di chi protesta in maniera pacifica.

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