Russia: rilasciato Lebedev, l'ex-socio di Khodorkovsky

Platon Lebedev insieme con Mikhail Khodorkovsky
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La Corte suprema anticipa la liberazione dell'ex partner in affari del magnate e oppositore di Putin. Intanto, dopo gli allarmi sulla sicurezza a Sochi, il portavoce del presidente dice: "Alcuni Paesi occidentali tentano di screditare i Giochi"

Platon Lebedev, l'ex-socio di Mikhail Khodorkovsky, magnate del petrolio e critico nei confronti del Cremlino, uscirà dal carcere in base ad una decisione del Corte suprema russa.
Platon Lebedev e Khodorkovsky erano stati condannati nel 2005 dopo essere entrati in rotta di collisione con Vladimir Putin. Il presidente ha concesso la grazia a Khodorkovsky il mese scorso, in vista delle Olimpiadi di Sochi. Lebedev doveva restare in carcere fino a maggio ma la corte suprema ha deciso che la pena debba essere ridotta e pertanto l'uomo sarà libero da domani.
La decisione non modifica l'ordine del tribunale che prevede che Lebedev e Khodorkovsky paghino 521 milioni di dollari in tasse arretrate, un ostacolo al ritorno in Russia di Khodorkovsky, che da dicembre si trova in Germania.

Il portavoce di Putin: "In Occidente tentativo di screditare i Giochi" - Intanto, all'indomani delle mail di minacce, poi ridimensionate, ad alcuni comitati olimpici nazionali, tra i quali quello italiano, il Cremlino accusa alcuni Paesi occidentali di essere impegnati in un tentativo, senza scrupoli, di screditare le Olimpiadi di Sochi che si apriranno il prossimo 7 febbraio.
"Ma - ha denunciato in un'intervista alla Komsomolskaya Pravda Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin - anche alcuni nostri media sono impegnati in modo deplorevole nel gettare fango contro i Giochi, citando discorsi insulsi di ogni sorta per dire che le Olimpiadi di Sochi sono un progetto personale di Putin. E poi si chiedono anche perché tenere le Olimpiadi in una regione subtropicale", mentre, aggiunge, "alcuni cosiddetti contro-propagandisti occidentali affermano che la Russia intende tenere le Olimpiadi nella zona dove gli zar opprimevano le disgraziate nazioni caucasiche". "Non è giunto il momento di rispondere sul serio a questi attacchi?", ha concluso.

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