Valérie lascia l'ospedale e twitta: "Grazie per il sostegno"

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Secondo Paris Match, la première dame sarebbe andata a Versailles, in una delle residenze presidenziali. Su Twitter scrive: "Sono molto colpita". Era stata ricoverata dopo il diffondersi di voci sul presunto tradimento di Hollande

La première dame Valérie Trierweiler ha lasciato poco dopo le 15 di sabato 18 l'ospedale parigino della Pitié-Salptrière dove era stata ricoverata poco dopo il diffondersi di voci sulla presunta relazione tra Francois Hollande e l'attrice Julie Gayet. E ha scelto Twitter per la sua prima dichiarazione dall'inizio dello scandalo: "Grazie di cuore a tutti coloro che hanno inviato messaggi di sostegno e di recupero via Twitter, sms o e-mail - ha scritto - Sono molto colpita". La compagna del presidente francese sarebbe andata nella residenza della Lanterne a Versailles. Lo riferisce il sito di Paris Match. Il settimanale, per il quale Trerweiler è stata reporter politica per anni e su cui ancora ha una rubrica, cita fonti confidenziali vicine alla donna. 

Secondo quanto anticipato nella tarda serata di ieri dall'entourage dell'Eliseo, sempre a Paris Match, la Trierweiler resterà alla Lanterne, una delle residenze ufficiali presidenziali, per qualche giorno: per riposarsi e "restare tranquilla", lontana dall'attenzione dei media. Nel frattempo, Francois Hollande ha concluso a Tulle il tradizionale discorso di auguri di inizio anno agli abitanti della regione Correze, suo feudo elettorale, a cui hanno assistito oltre 90 giornalisti accreditati.

Intanto, in attesa di una risposta ufficiale sul futuro della coppia presidenziale, a Washington i preparativi per la visita ufficiale del presidente francese, prevista per l'11 febbraio, proseguono. "Non ci sono cambiamenti" nel programma, ha fatto sapere la Casa Bianca, mentre gli esperti di etichetta diplomatica ricordano che negli Usa non ci sono regole precise sulla presenza dei congiunti dei capi di Stato alle cene ufficiali. "Non c'è un protocollo per questo genere di cose, vengono gestite al momento e caso per caso", spiega all'agenzia France Presse Donald Ensenat, capo del protocollo degli Stati Uniti dal 2001 al 2007.

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