NY Times: l’Nsa spia anche i pc non connessi a Internet

Indicazione stradale per il quartier generale della Nsa in Maryland, Stati Uniti
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L’agenzia sarebbe in grado di controllare un network di 100mila dispositivi attraverso le frequenze radio. Il 17/1 Obama presenterà le sue proposte di riforma dell’agenzia. Intanto è partito il tam-tam per una protesta online che si terrà a febbraio

di Nicola Bruno

L’ultima rivelazione è arrivata dal New York Times: l’NSA avrebbe installato software per il monitoraggio su oltre 100.000 computer sparsi in tutto il mondo, riuscendo così a spiare anche i dispositivi non connessi a Internet. Proprio nella settimana in cui Barack Obama si appresta a introdurre importanti novità in materia, si allarga ancora di più il quadro delle attività (più o meno lecite) gestite dalla National Agency of Security. Non solo intercettazione del traffico Internet e telefonico, quindi, ma anche controllo a distanza dei dispositivi offline. In tutto ciò, cresce la mobilitazione in rete per “The Day We Fight Back”, una giornata di protesta globale contro lo “stato di sorveglianza” annunciata per il prossimo 11 Febbraio da diverse organizzazione attive online.




Programma Quantum - Secondo il New York Times, l’NSA sarebbe in grado di controllare oltre 100.000 computer in tutto il mondo attraverso software di spionaggio installato di nascosto attraverso cavetti Usb o microchip. Una volta caricato il programma, l’agenzia riesce poi a controllare il computer attraverso frequenze radio segrete collegate a una centralina, la cui distanza può essere fino a 8 miglia (12,8 Km) e le cui dimensioni sono molto ridotte (tanto che può essere contenuta in una valigetta).
Già lo scorso novembre, un quotidiano olandese aveva rivelato che l’agenzia aveva “infettato” 50mila computer con software maligno.
Oltre a fornire ulteriori dettagli sul funzionamento, la fonte del Nytimes ha anche specificato che questa cifra è ora arrivata a circa 100mila computer. Più che per lanciare attacchi, l’Nsa avrebbe utilizzato questa rete di computer zombie in un’ottica di “difesa attiva”. E, cioè, per ridurre la portata dei cyberattacchi subiti dai paesi stranieri (come Cina o Iran). Allo stesso tempo, riporta il Nytimes, lo spyware sarebbe stato installato anche sui network militari russi e quelli utilizzati dalla polizia messicana nella lotta contro i cartelli della droga, le istituzioni dell’Unione Europea, i rappresentanti di paesi partner nella lotta al terrorismo (Arabia Saudita, India, Pakistan). Il nome in codice di questo programma segreto - che va ad aggiungersi a una lunga lista di programmi gestiti dalla NSA - sarebbe “Quantum”.

La riforma di Obama
- I nuovi dettagli sulle attività di spionaggio dell’NSA arrivano mentre negli Stati Uniti si accende il dibattito sul futuro dell’agenzia. Secondo quanto anticipato da un portavoce della Casa Bianca, venerdì 17 gennaio Barack Obama presenterà le sue proposte per una riforma generale dell’Nsa. Il presidente avrebbe preso in considerazione alcune delle 46 raccomandazioni presentate lo scorso mese dal comitato di revisione. Tra queste - riporta il Wall Street Journal - ci sarebbe l’estensione ai cittadini stranieri delle attuali protezioni sulla privacy di cui godono i cittadini statunitensi e l’introduzione di un garante per la privacy nella Foreign Intelligence Surveillance Court (Fisc), la corte segreta che fino a ora ha valutato le richieste dell’agenzia. Su quest’ultimo punto, in particolare, è però già iniziata la battaglia da parte dei giudici della Fisc che ritengono del tutto “controproducente” una simile figura.

The Day We Fight Back - Intanto proseguono i preparativi per una grande manifestazione online, l’11 febbraio, per denunciare lo “stato di sorveglianza” creato dalla Nsa. L’annuncio è arrivato in occasione del primo anniversario dalla scomparsa di Aaron Swartz, il programmatore e attivista statunitense morto suicida l’11 gennaio 2013. Il riferimento a Swartz non vuole essere solo celebrativo, ma anche di ispirazione: l’attivista è stato infatti uno dei promotori di uno dei meglio riusciti “scioperi” online, quello contro le legge antipirateria Sopa e Pipa che a gennaio 2012 portò centinaia di siti (compresi Wikipedia, Google, Wordpress) a oscurarsi del tutto.
“The day we fight back” è stata promossa da diverse organizzazioni che lottano per le libertà digitali (come Electronic Frontiers Foundation, Demand Progress), oltre che da testate online (come Boing Boing), fondazioni (Mozilla) e piattaforme di discussione (Reddit). Proprio su Reddit, centinaia di utenti hanno già iniziato a presentare diverse idee per la giornata: oltre ai banner e “memi” già creati, c’è anche chi pensa a una Twitter Storm, infografiche e altri strumenti per “annullare l’NSA”.
Demand Progress, l’associazione fondata da Aaron Swartz, nel frattempo ha rilasciato un video che spiega il senso della protesta


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