Francia, attesa per la conferenza stampa di Hollande

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All'Eliseo l'incontro con i giornalisti sul rilancio del Paese si tramuterà, con tutta probabilità, in un "interrogatorio" sui presunti incontri clandestini del presidente con Julie Gayet. Intanto la première dame Valerie Trierweiler resta in ospedale

La "fossa dei leoni" del salone dell'Eliseo attende Francois Hollande. Oggi, martedì 14, 500 giornalisti lo aspettano al varco per la conferenza che doveva segnare il suo rilancio personale e quello della Francia. Lo inseguiranno e lo bersaglieranno, invece, mille domande sulla presunta storia d'amore clandestina con l'attrice Julie Gayet, che ha gettato nel più profondo sconforto la premiere dame, Valerie Trierweiler, finita in ospedale.

L'attesa chiarificazione non c'è stata, tanto più che Valerie è ancora alle prese con il suo "shock emotivo", che gli ha provocato pressione bassa e stato di prostrazione, e non è stata dimessa. Lei sarebbe pronta a "perdonare", dicono i suoi amici, non vuole andarsene "sbattendo la porta sull'onda di una scenata". Al contrario, la bionda quarantunenne Julie Gayet, è "tranquilla e sicura di sé", stando all'ex marito.

Al rallentatore e malvolentieri, i media francesi si sono resi ormai conto che il problema centrale della vicenda non era la privacy del presidente da proteggere ma il comportamento di un capo di stato che salta in scooter per raggiungere la presunta amante in un appartamento di dubbia appartenenza, con vista sull'Eliseo. "Se avessi voluto avrei potuto attentare alla sua vita", ha ammesso il paparazzo autore dello scoop di Closer, il giornale scandalistico che aveva affittato una casa nei paraggi per tenere sotto teleobiettivo Hollande. Il quale, dice la polizia, andava "piuttosto regolarmente" al 20 rue du Cirque per incontrare Julie e che un gruppo di cinque o sei poliziotti della guardia ravvicinata presidenziale era stato messo al corrente di quanto accadeva. Anzi, le fonti dicono che il gruppo aveva condotto un'inchiesta preventiva sull'ambiente frequentato da Hollande. Manuel Valls, il ministro dell'Interno indicato ieri come possibile "traditore" per non aver dato l'allarme sul comportamento del presidente, ha gettato acqua sul fuoco: "la sicurezza del presidente non e' mai stata in pericolo - ha assicurato - io non ero stato messo al corrente dei movimenti del presidente. Se decide di andare in un posto, la responsabilità è sua".

Sono cominciate a piovere, intanto, le prime reazioni politiche, fra le quali spicca Nicolas Sarkozy, il predecessore e avversario in campagna elettorale: "Hollande ha tradito la promessa di essere un presidente esemplare", avrebbe detto secondo Le Monde, che cita il suo entourage. Il capo dell'opposizione Ump (destra), Jean-Francois Copè, ha affondato il colpo: "è un disastro per la carica istituzionale del presidente". Forse risponderà anche a loro Hollande, nel pomeriggio, quando scenderà nella "fossa dei leoni" all'Eliseo, con l'intenzione di spiegare il suo patto di responsabilità", proposto alle imprese il 31 dicembre per portare la Francia fuori dalla crisi.

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