Morto l'ex premier israeliano Ariel Sharon

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Dopo 8 anni di coma è deceduto uno dei protagonisti più controversi della storia del Medioriente. Chiamato "Bulldozer" dai suoi connazionali su di lui pesa l'ombra della strage di Sabra e Chatila nel 1982. Ma nel 2005 decise il ritiro unilaterale da Gaza

L'ex premier israeliano Ariel Sharon è morto a 85 anni dopo poco più di 8 anni di coma. Lo ha annunciato la radio dell'esercito citando la sua famiglia. Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi dieci giorni, quando i medici avevano avvertito che i suoi organi vitali stavano cedendo in seguito ad un blocco renale dovuto ad un'infezione cronica. Il 'bulldozer' (il soprannome caro agli israeliani, mentre i palestinesi lo chiamavano 'butcher', macellaio) era in coma dal 4 gennaio del 2006 in seguito ad una grave emorragia cerebrale accusata due settimane dopo un lieve ictus.

Un personaggio controverso
- Amato e detestato, Sharon rimane un protagonista controverso  della storia d'Israele: eroe della guerra del 1973, simbolo negativo in gran parte del mondo dopo l'invasione del Libano e la strage di Sabra e Chatila nel 1982, accusato di aver acceso la scintilla della  seconda Intifada nel 2000, si è poi conquistato l'ammirazione internazionale con il ritiro unilaterale dalla Striscia di Gaza nell'estate del 2005. Soprannominato il 'bulldozer', per la sua  determinazione a superare gli ostacoli senza tener troppo conto delle regole e per il possente aspetto fisico - 125 chili dichiarati prima  del coma - Sharon era abituato a parlare con franchezza senza curarsi della reazione altrui.

I genitori emigrati dalla Russia - L'ex primo ministro israeliano, che avrebbe presto compiuto 86 anni, era nato il 26 febbraio 1928 nella cooperativa agricola di Kfar Malal in quello che poi sarebbe diventato lo stato d'Israele, figlio di due appassionati sionisti giunti dalla Russia, Samuil e Vera Schienermann.

Il caso di Sabra e Chatila - Membro dell'esercito clandestino ebraico della Haganah sotto il  mandato britannico, combatté come capo plotone nella guerra del 1948-49. Lasciò l'esercito nel 1973 con il grado di  generale, ed entrò in politica contribuendo alla nascita del partito di destra del Likud e facendosi eleggere alla Knesset, il parlamento  israeliano. Nel 1982, come ministro della Difesa, fu l'artefice della controversa invasione del Libano, mandando l'esercito fino a Beirut  senza esplicitamente avvertire il primo ministro Menachem Begin.  L'attacco portò alla fuga del leader dell'Olp Yasser Arafat da  Beirut, ma si risolse anche nel massacro di migliaia di palestinesi  nei campi profughi libanesi di Sabra e Chatila, ad opera delle milizie cristiane. Sharon fu destituito dal suo incarico nel 1983 dopo che una  commissione d'inchiesta israeliana lo ritenne indirettamente  responsabile del massacro nel campo di Sabra e Chatila. La carriera  politica di Sharon sembrava allora seriamente compromessa, e Arik  ricoprì negli anni Ottanta incarichi ministeriali minori.

La seconda Intifada - Riabilitato da Benyamin Netanyahu e diventato leader del Likud nel settembre 2000, poco dopo il fallimento  dell'incontro di pace di Camp David fra l'allora premier laburista  Ehud Barak e Arafat, Sharon si recò sulla Spianata delle Moschee a  Gerusalemme. Quel gesto fu la scintilla, o il pretesto, per l'inizio  della violenta stagione della Seconda Intifada.La distruzione di fatto del processo di pace  avviato a Oslo portò al crollo della fiducia degli israeliani in  Barak. Sharon ottenne una schiacciante vittoria elettorale il 6  febbraio del 2001 promettendo "sicurezza e una vera pace". Ma i primi anni del suo governo furono segnati dal duro confronto contro la crescente violenza dell'Intifada e l'ondata di attentati suicidi.

Il progetto di Kadima - Forte del plauso da lui ottenuto sulla  scena internazionale, Sharon decise nel novembre 2005 di iniziare una  nuova avventura politica, lasciando il Likud e fondando il nuovo  partito di centro Kadima (avanti), con esponenti del Likud,  personalità indipendenti e laburisti. L'obiettivo del nuovo partito doveva essere il raggiungimento di un accordo di pace stabile con i palestinesi, per due stati che vivano a fianco in pace e sicurezza.La devastante emorragia cerebrale del 4  gennaio 2006 ha messo fine all'avventura politica di Sharon

Il ritiro dalla Striscia di Gaza - Rieletto trionfalmente nel 2003, stretto alleato del'allora presidente americano George Bush padre, Sharon è stato anche il capo  di Governo che ha avviato la costruzione del controverso muro di  difesa in Cisgiordania. Ma anche il primo leader del Likud a parlare  di un futuro stato palestinese in seguito ad un accordo di pace, che  avrebbe portato a "dolorose concessioni" da parte israeliana. Nel febbraio del 2004, Sharon annunciò la sua intenzione di  lasciare unilateralmente la Striscia di Gaza. "Come uomo che ha  combattuto in tutte le guerre israeliane, ed ha imparato dalla  propria esperienza personale che senza una vera forza non abbiamo  possibilità di sopravvivere in questa regione che non mostra pietà  per i deboli, ho anche imparato che la spada non può da sola decidere l'aspra disputa per questa terra", spiego' in parlamento nell'ottobre 2004.

Peres: "Un soldato valoroso", Hamas: "Un criminale" - Forti contrasti anche nei commenti alla sua morte. Per Peres, il presidente israeliano, Sharon è stato "un soldato valoroso e un leader che sapeva osare" e Benyamin Netanyahu lo ha definito "fra i comandanti più importanti delle nostre forze armate". Hamas, al potere a Gaza, ha definito "momento storico" la "scomparsa di questo criminale con le mani coperte di sangue palestinese", mentre Jibril Raboub, un dirigente di Fatah, lo ha definito "criminale, responsabile della morte di Arafat sfuggito alla giustizia internazionale".

Letta: "Ha segnato la storia di Israele" - Dall'Italia, il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha espresso vicinanza all'amico popolo israeliano per la morte di Ariel Sharon. "E' scomparso - sottolinea Letta - il leader generoso che ha segnato la storia di Israele e che ha dedicato la vita al servizio del suo Paese".

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