Siria: rapiti cinque europei di Medici senza Frontiere

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Cinque persone sarebbero scomparse da uno dei sei ospedali da campo dell'organizzazione. Sarebbero di nazionalità francese, tedesca e spagnola. Intanto una rivolta armata è scoppiata contro al Qaida a Idlib e Aleppo

Una vera e propria rivolta armata contro mercenari qaedisti è scoppiata venerdì 3 nel nord-ovest della Siria non più controllato dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad, mentre nella stessa regione cinque operatori di Medici Senza Frontiere (Msf), di cui non si conoscono le generalità, sono stati rapiti nelle ultime ore da non meglio precisati uomini armati. Secondo informazioni non verificabili in maniera indipendente e fornite da attivisti siriani, i cinque rapiti sono di nazionalità francese, tedesca e spagnola e sono scomparsi da uno dei sei ospedali da campo di Msf allestito nella regione nord-occidentale di Latakia, al confine con quella di Idlib.

Le fonti affermano che un gruppo legato ad al Qaida avrebbe trattenuto gli operatori umanitari per interrogarli, sospettandoli delle spie giunte dalla Turchia. Msf non fornisce dettagli per ragioni di sicurezza, ma assicura di essere in contatto con tutti gli attori coinvolti nella vicenda.

Intanto nelle campagne di Idlib e Aleppo violenti e inediti scontri sono scoppiati oggi tra una coalizione di insorti siriani di orientamento islamico e miliziani dell'Isis, gruppo qaedista proveniente dall'Iraq e i cui membri sono impegnati in combattimenti contro forze filo-governative irachene nella provincia di al Anbar a ovest di Baghdad.

Il casus belli è stata la notizia, diffusa giovedì 2 da varie reti di attivisti siriani, dell'uccisione sotto tortura da parte dell'Isis di un leader ribelle di Aleppo, il dottor Hussein Suleiman, meglio noto come Abu Rayan. In tutto il nord della Siria sono state indette per oggi, venerdì di preghiera islamica e di proteste popolari, cortei in nome di Abu Rayan e contro i "miscredenti" di al Qaida, accusati da più parti di servire gli interessi del regime di Damasco contro la causa dei siriani in rivolta.

Cortei contro al Qaida si sono svolti in diversi rioni di Aleppo da oltre un anno in mano agli insorti. E nella regione di Idlib, a Kfar Takharim, manifestanti pacifici che scandivano slogan contro l'Isis sono stati presi di mira da cecchini qaedisti. Un filmato pubblicato su Internet mostra scene di panico tra i manifestanti. Nelle stesse ore sono scoppiati scontri ad Atareb, a ovest di Aleppo, tra miliziani siriani e mercenari dell'Isis che sono stati costretti a ritirarsi. Un video amatoriale pubblicato su Internet mostra abitanti di Atareb catturare "l'emiro locale di Isis". Il portale di notizie Aleppo Oggi (Halab al Yawm) riferisce dell'uccisione di almeno cinque civili, tra cui il giornalista locale Mahmud Shaddud, negli scontri di Atareb.

Scenario analogo si è registrato a Maarrat an Numan, cittadina-chiave per il controllo dell'autostrada Damasco-Aleppo e dove gli insorti siriani del Fronte islamico affermano di aver "cacciato l'Isis" dal centro abitato. A sostegno dei combattenti qaedisti - affermano attivisti della regione di Idlib interpellati via Skype dall'Ansa- l'artiglieria fedele al presidente Bashar al Assad e appostata fuori da Atareb e Maarra nella base del 46/mo reggimento ha bombardato la zona solo dopo il ritiro dei miliziani di Isis e contro le postazioni degli insorti locali. Le stesse fonti affermano che ai combattimenti contro l'Isis hanno partecipato miliziani della Jabhat an Nusra, formazione qaedista siriana.

In serata si registrano ancora scontri tra qaedisti nella regione di Idlib, in particolare a Dana e lungo la strada che da Maarrat Misrin conduce al valico frontaliero con la Turchia di Bab al Hawa. E si registrano tensioni a nord di Aleppo, verso Aazaz e il vicino valico di confine turco.

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