Usa, tempesta di neve e ghiaccio. Morti e temperature polari

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Scuole e uffici pubblici chiusi a New York. Il neosindaco De Blasio avverte: "Usate solo i mezzi pubblici". Michigan, Kentucky, Indiana, Illinois, e Pennsylvania gli Stati più colpiti. Quattro mila voli cancellati

I media americani la definiscono "monster storm": è la supertempesta di neve e ghiaccio che si è abbattuta sul nordest degli Stati Uniti uccidendo almeno tredici persone - quasi tutte in incidenti stradali - e provocando disagi enormi nella regione più popolosa d'America (GUARDA LE FOTO). Cento milioni - quasi un americano su tre - le persone che in 22 Stati Usa sono interessate dall'ondata di maltempo, caratterizzata da temperature polari fino a 30 gradi sotto lo zero. Quasi 5.000 i voli cancellati (2.300 venerdi' e 2.600 giovedi') per la chiusura dei principali scali nazionali e internazionali, e per le raffiche di vento che in molti casi hanno raggiunto gli 80 chilometri orari.

New York - come Boston, Chicago, Detroit e Washington Dc - si è ritrovata improvvisamente "chiusa" per neve. Ferme le scuole, gli uffici pubblici, gli aeroporti. Porte chiuse anche al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, e serrande abbassate per molti negozi e grandi magazzini. Pochissime le automobili in circolazione, con i newyorkesi che hanno accolto l'appello del neo sindaco Bill De Blasio a restare in casa e a non muoversi se non per estrema necessità.

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E il primo vero banco di prova per il nuovo primo cittadino della Grande Mela - insediatosi il primo dell'anno - sembra tutto sommato essere stato superato in maniera brillante. Nonostante l'intensa nevicata, i servizi pubblici hanno continuato a funzionare regolarmente, dalla metropolitana agli autobus, e le principali arterie stradali hanno retto grazie all'incessante lavoro dei camion spalaneve e spargisale.

Scacciato, dunque, l'incubo del 2010, quando una nevicata molto più intensa mise letteralmente in ginocchio la più grande e popolosa città d'America, paralizzando Manhattan e scatenando una serie infinita di polemiche su come l'amministrazione Bloomberg affrontò l'emergenza. Un'emergenza che in queste ore a New York sembra invece essere finita, con le previsioni meteo che parlano di sole nel fine settimana. Per la gioia dei tanti turisti ancora in vacanza nella Grande Mela, e che nonostante il freddo polare continuano ad affollare Times Square, la Fifth Avenue e Central Park ricoperto da almeno dieci centimetri di neve. L'unico rischio - avvertono le autorità cittadine - resta quello legato al ghiaccio, visto che nel weekend le temperature dovrebbero ulteriormente precipitare, arrivando in città a 15 gradi sotto lo zero.

Molto più pesante la situazione negli Stati più a nord - dal Michigan all'Illinois, dal Minnesota al Maine, dall'Indiana al Wisconsin - con numerosi blackout che privano parte della popolazione dell'energia elettrica. E con le principali autostrade rimaste chiuse per ore per evitare il peggio, non solo per il ghiaccio ma anche a causa della scarsa visibilita'. A Boston, capitale del Massachusetts, la neve ha superato i 60 centimetri di altezza, in questo caso si' paralizzando la città. Tanta apprensione anche nelle zone costiere degli Stati di New York e del New Jersey ancora alle prese con le ferite dell'uragano Sandy, che nel novembre 2011 semino' morte e distruzione. Autorita' ed esperti invitano a prestare la massima attenzione alle temperature estremamente basse, esortando le popolazioni piu' colpite dal maltempo, soprattutto bambini ed anziani, a rimanere in casa.

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