Il Papa: “Giustizia e pace iniziano a casa”

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Nel primo Angelus del nuovo anno, Bergoglio lancia un appello perché “il dialogo vinca sulla vendetta e sulla corruzione”. Poi ringrazia il presidente Napolitano per gli auguri e invoca “la benedizione del Signore sul popolo italiano”

L'umanità "deve fermarsi" nella strada della violenza e della guerra, e "il coraggio del dialogo e della riconciliazione" deve prevalere "sulle tentazioni di vendetta, di prepotenza, di corruzione". Il grido del Papa contro i conflitti nel mondo si è levato ancora una volta oggi, mercoledì 1 gennaio, all'Angelus della 47/ma Giornata Mondiale della Pace dedicata quest'anno al tema della "fraternità", col nuovo appello di Francesco a non restare "indifferenti e immobili" di fronte alle violenze e ingiustizie nel mondo e a impegnarsi collettivamente "per costruire una società più giusta e solidale". Nell'occasione il Papa ha voluto anche ringraziare il presidente Napolitano "per le espressioni augurali" nel messaggio di fine anno e ha auspicato "il contributo responsabile e solidale di tutti" perché l'Italia "possa guardare al futuro con fiducia e speranza".

L’augurio per il nuovo anno - Bergoglio ha avuto parole augurali per l'inizio d'anno, parlando nella messa in basilica "di forza, di coraggio, di speranza" e affidando a Maria, essendo oggi la solennità della Madre di Dio, "i desideri del nostro cuore, le nostre necessità, i bisogni del mondo intero, specialmente la fame e la sete di giustizia e di pace". I veri auguri di Buon Anno li ha pronunciati poi al momento dell'Angelus, ma non - ha specificato - nel senso "un po' magico e un po' fatalistico di un nuovo ciclo che inizia". "Il mio augurio è quello della Chiesa, è quello cristiano!", ha spiegato indicando il fine del "Regno di Dio, Regno di pace, di giustizia, di libertà nell'amore".

“Impegno di tutti per costruire una società più giusta e solidale” - Dinnanzi a una Piazza San Pietro gremita da centomila fedeli, tra cui i partecipanti alla marcia "Pace in tutte le terre" della Comunità di Sant'Egidio ("sono tanti, eh?", ha osservato), Bergoglio si è soffermato sui temi della Giornata Mondiale della Pace, consegnando idealmente a tutti il suo messaggio diffuso lo scorso 12 dicembre. Ha richiamato alla "responsabilità di operare affinché il mondo diventi una comunità di fratelli che si rispettano, si accettano nelle loro diversità e si prendono cura gli uni degli altri". "Siamo anche chiamati - ha detto - a renderci conto delle violenze e delle ingiustizie presenti in tante parti del mondo e che non possono lasciarci indifferenti e immobili: c'è bisogno dell'impegno di tutti per costruire una società veramente più giusta e solidale".

“Incamminarci sulle vie della giustizia e della pace”
- In questo primo giorno dell'anno, ha detto ancora il Papa, "il Signore ci aiuti a incamminarci tutti con più decisione sulle vie della giustizia e della pace". "Incominciamo a casa - ha aggiunto, ancora 'a braccio' -: giustizia e pace a casa, tra noi. Si comincia a casa e si va avanti nell'umanità, ma dobbiamo incominciare a casa". Per Bergoglio, la pace "richiede la forza della mitezza, la forza non violenta della verità e dell'amore". Alla preghiera mariana ha quindi affidato alla Vergine "il grido di pace delle popolazioni oppresse dalla guerra e dalla violenza, perché il coraggio del dialogo e della riconciliazione - è stato il suo appello - prevalga sulle tentazioni di vendetta, di prepotenza, di corruzione". E perché "il Vangelo della fraternità possa parlare ad ogni coscienza e abbattere i muri che impediscono ai nemici di riconoscersi fratelli".


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