Autobomba a Beirut, ex ministro tra le vittime

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Esplosione nel quartiere degli alberghi, in pieno centro. Tra gli otto morti, anche l'ex titolare delle Finanze e membro dell'opposizione Mohammed Shattah. L'uomo era collaboratore di Saad Haririr, figlio dell'ex premier assassinato nel 2005

Un nuovo attentato a Beirut ha riportato alla ribalta le dirette ricadute della guerra civile in Siria sul Libano: un'autobomba ha ucciso l'ex ministro delle Finanze libanese Mohammed Shattah, economista sunnita vicino all'opposizione e critico del regime siriano, e altre sette persone (LE FOTO- LE TESTIMONIANZE - VIDEO).
L'ordigno contenente più di 50 chili di esplosivo era stato piazzato nei pressi del Phoenicia Hotel, poco distante dal Parlamento libanese, e ha investito molte auto di passaggio in un'ora di grande traffico del mattino.

Il 62enne Shattah si stava recando a una riunione della Coalizione 14 Marzo, vicina all'opposizione siriana, nella casa dell'ex premier Saad Hariri, il cui padre fu assassinato sul lungomare di Beirut con un'autobomba nel febbraio 2005.
Proprio Hariri, di cui Shattah era uno stretto consigliere, ha subito accusato il movimento sciita Hezbollah e i suoi alleati a Damasco per l'attentato, facendo indiretto riferimento a "quanti fuggono la giustizia internazionale".
A gennaio, infatti, all'Aja si aprirà il processo in contumacia a 5 militanti del Partito di Dio accusati per l'attentato al padre di Hariri.
Hezbollah ha negato di essere dietro l'attentato contro Shattah e il regime siriano di Bashar al-Assad ha respinto quelle che ha definito come "accuse sbagliate e arbitrarie", dettate da "odio politico".

L'attentato nella strada più prestigiosa della città - E adesso il Libano si lecca le ferite. L'attentato, che ha causato la morte di altre cinque persone e decine di feriti, è avvenuto nel pieno centro cittadino, nella strada più prestigiosa di Beirut, dove ci sono banche, ministeri e anche il Serail, il complesso roccaforte del governo e dove si trova l'ufficio del premier, Najib Mikati. Poco lontano da lì, nella piazza dei Martiri, e' sepolto Rafik Hariri e accanto a lui, il generale Wissam al-Hassan, il capo dell'intelligence anti-Siria ucciso in un attentato un anno e mezzo fa. Il coordinatore Onu per il Libano, Derek Plumbly, ha definito Shattah "un uomo che ha cercato sempre di promuovere il dialogo" e ha sottolineato l'importanza di arginare le violenze in "un momento difficile" per il Paese dei cedri.

La condanna dell'Italia - L'Italia ha espresso la più ferma condanna dell'attentato e, di fronte a questo "criminale tentativo di destabilizzazione", ha riaffermato il suo "più convinto sostegno alle istituzioni libanesi e alla sicurezza e stabilità del Paese".

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