Google Glass: attesa per il gadget e polemiche sulla privacy

Due divieti di utilizzo dei Google Glass realizzati dal movimento “Stop the Cyborgs”
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Mentre crescono le attese per l’arrivo nei negozi di quello che si annuncia come il gadget hi-tech del 2014, in alcuni paesi gli occhiali non sono graditi nei cinema e alla guida di auto e moto. Nessun problema, dicono invece i difensori

di Nicola Bruno

Sono annunciati come il gadget del 2014. Anche perché, dopo l’anteprima per pochi migliaia di fortunati, nei prossimi mesi dovrebbero finalmente arrivare sul mercato. E così rendere finalmente mainstream il fenomeno dei “wereable”, ovvero la tecnologia che si indossa, di cui si parla da tempo..
Ma prima ancora di essere messi in vendita nei negozi, i Google Glass già hanno fatto nascere un forte dibattito. A preoccupare non è solo l’uso che Google farà di tutti i dati personali raccolti con gli occhiali, ma anche i cambiamenti nelle relazioni sociali che inevitabilmente produrranno. E, così, mentre al Ces di Las Vegas sono state presentate applicazioni per mettere in moto l'auto a distanza o attivare il tapis roulant, arrivano anche le prime "stroncature" degli esperti (come quella dell'autorevole blogger Robert Scoble), i primi divieti di utilizzo dei Glass nei locali pubblici e nascono i gruppi di pressione come “Stop the cyborg” che vogliono creare “Glass free zone”. I difensori degli occhiali sostengono però che si tratta di esagerazioni e che è facile capire quando lo schermo è attivo. Quindi, nessun rischio per la privacy.

Sicurezza alla guida - Negli ultimi mesi si sono susseguiti molti divieti di utilizzo dei Glass, come dimostra la lunga lista compilata dal Telegraph con tutte le diverse località in cui sono stati vietati.
Nel Regno Unito le autorità hanno prima vietato la guida con gli occhiali aumentati, salvo poi alleggerire le proprie posizioni per permettere l'utilizzo di alcune app. In altri paesi, invece, regna ancora un vuoto legale: lo scorso ottobre una motociclista è stata multata in California per guida con i Google Glass. La donna ha poi fatto ricorso, affermando che gli occhiali erano spenti e quindi non costituivano nessun pericolo. Ora si attende la sentenza del tribunale.

Cinema, casinò, ospedali - Niente occhiali aumentati anche nei cinema statunitensi, dove le case produttrici temono che il dispositivo venga utilizzato per registrare in tutta tranquillità le nuove pellicole da condividere poi online. Anche all’ingresso di alcuni club di streap tease di Las Vegas, la sicurezza controlla che non si indossino occhiali high-tech: ne potrebbe andare della riservatezza dei clienti che vogliono concedersi una serata in tutta tranquillità. Mentre è diverso il motivo che ha portato alcune autorità Usa a vietarli nei casinò: c’è il rischio che i giocatori li utilizzino per avvantaggiarsi sugli avversari. Non si tratta invece di un divieto specifico, ma di un’estensione di uno già esistente, quello che potrebbe vietare l’utilizzo dei Glass negli ospedali: in molti paesi è infatti vietato registrare filmati nei nosocomi senza un’autorizzazione specifica.

Bar e ristoranti - Puntano invece a rispettare il più semplice diritto alla privacy i divieti che alcuni bar e ristoranti stanno introducendo per i Google Glass. L’anno scorso ha fatto discutere la scelta di Dave Meinert, imprenditore di Seattle, di proibire in maniera preventiva l’uso degli occhiali aumentati nei propri locali. Il manager ha poi fatto rispettare la sua scelta, quando in una delle filiali di una sua catena di ristoranti (Lost Lake Cafe & Lounge) è stato chiesto a un cliente che rifiutava di togliersi i Glass di uscire. Intanto il gruppo “Stop the Cyborg” ha iniziato a diffondere sticker e altri materiali per gli esercizi pubblici che decideranno di seguire la stessa strada.

Gli esperti - Come ha spiegato alla Cnn Larry Rosen, uno studioso di psicologia applicata alle nuove tecnologie, “Le persone possono decidere di controllare il loro smartphone o i loro account social, mentre i Google Glass sono fuori controllo. Non ti mettono nelle condizioni di decidere se essere incluso o meno nel processo”. Se, infatti, prima si poteva reagire di fronte a uno smartphone puntata dicendo: “No, grazie preferisco non essere ripreso”, i dispositivi indossabili riducono questa possibilità, in quando non è ben chiaro quando si è registrati e quando no.
Alcuni esperti hanno suggerito a Google di introdurre un indicatore esterno, che mostri quando gli occhiali sono in azione. Ma chi ha già utilizzato i Glass sostiene che già ora è facile capire quando lo schermo è attivo. E, soprattutto, che la paura di essere sempre sorvegliati è solo un’esagerazione: se vengono utilizzati per registrare gli occhiali si scaricano in meno di un’ora.

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