Datagate, Obama pronto a riformare l'Nsa

Il presidente americano Barack Obama - Foto: Getty
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Il presidente Usa incontra il comitato di esperti chiamato a proporre le modifiche  all'intellicenge americana: l'archivio delle intercettazioni affidato a un ente terzo e un civile anziché un militare a capo dei servizi tra le possibili novità

Cambio di passo di Barack Obama sullo scandalo dell'intelligence. Pur di recuperare credibilità internazionale, messa in crisi dallo scandalo del Datagate, il presidente annuncia una riforma vigorosa sull'operato della controversa National Security Agency (Nsa), i cui eccessi sono stati rivelati dalla talpa, Edward Snowden. Già a gennaio, il presidente accusato da mesi di essere lo 'spione del mondo', terrà un discorso alla Nazione per illustrare agli americani e alla comunità internazionale come intende rivedere l'operato della Nsa. Lo annuncia la stessa Casa Bianca, in una nota diffusa al termine dell'incontro tra il presidente e i cinque esperti del Review Group on Intelligence and Communications Technologies, la task force voluta dallo stesso Obama per studiare di fatto nuovi limiti all'attività d'Intelligence.

Via il database delle intercettazioni alla Nsa
- La Casa Bianca, evitando di commentare il lavoro del gruppo di lavoro, assicura comunque che Obama lavorerà fianco a fianco con il suo Security Team e soprattutto con il Congresso allo scopo di trovare un punto di equilibrio tra le esigenze della sicurezza nazionale e la tutela della privacy. Un lavoro delicato che partirà dalle proposte avanzate dalla task force, ben 40 raccomandazioni espresse da 5 esperti, tra cui Richard Clarke, un ex consulente del controterrorismo di Bill Clinton e George W. Bush, l'ex direttore della Cia, Michael Morell e Peter Swire, un esperto di sistemi informatici che ha già lavorato con Obama. Secondo loro bisogna togliere alla Nsa il database delle intercettazioni, che dovrebbe essere invece gestito da un ente privato. Quindi propongono di passare il comando della National Security Agency a un civile, togliendolo così a un militare, com'è ora.

Vietare di chiedere porte di accesso alle aziende web - Poi, vietare ai capi dell'intelligence di chiedere alle aziende di costruire delle 'porte d'accesso' riservate, attraverso le quali potere entrare in possesso di comunicazioni criptate, oltre alla messa al bando dell'uso di strumenti grazie ai quali si possono penetrare i sistemi informatici, o danneggiarli o distruggerli, senza aver avuto autorizzazioni al riguardo. Insomma, evitare che il governo agisca come una specie di hacker di Stato. Il panel di esperti propone anche una separazione tra la missione chiaramente 'difensiva' della Nsa, di raccolta dati, da quella 'offensiva' che lavora per ottenere l'accesso alle reti estere per operazioni di spionaggio, che può essere utilizzata per attivare un attacco informatico militare sul sistema informatico di una potenza nemica.

Dubbi sulla costituzionalità della Nsa - In sintesi, come scrive il Washington Post, il gruppo di esperti ha preso di mira alcune delle pratiche più controverse dei 35mila dipendenti della Nsa, sulla base di quanto è emerso dalla diffusione dei documenti riservati da parte di Edward Snowden. Ovviamente, in linea di massima, non si tratta di pareri vincolanti. Teoricamente, la Casa Bianca è libera di accogliere o respingere le proposte avanzate da questo gruppo di lavoro. Ma la strada che Obama ha davanti è molto stretta. Solo martedì, al meeting che il presidente ha avuto con i big dell'informatica, è emersa la preoccupazione comune di questi colossi dell'industria americana circa l'impatto che lo scandalo del Datagate può avere sui loro affari. Senza dimenticare poi che sull' amministrazione Obama pende come una spada di Damocle la prima pronuncia di un giudice federale che un paio di giorni fa, per la prima volta dallo scoppio del caso, ha messo esplicitamente in dubbio la costituzionalità dell'operato della Nsa, in materia proprio di raccolta di intercettazioni telefoniche.

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