Russia, varata amnistia per Greenpeace e Pussy Riot

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La Duma dà l'ok alla legge che dovrebbe liberare circa 25mila persone dalle carceri russe. Tra loro anche Cristian D'Alessandro, l'ambientalista arrestato per l'abbordaggio di una piattaforma. Esclusi invece gli oppositori politici

La Duma, il parlamento russo, ha approvato in seconda e decisiva lettura il progetto di amnistia voluto dal presidente Vladimir Putin e che potrebbe ridare la libertà alle Pussy Riot e ai trenta attivisti di Greenpeace arrestati lo scorso settembre (tra cui anche l'italiano Cristian D'Alessandro. Il testo iniziale del provvedimento prevedeva che a beneficiare dell'atto di clemenza potessero essere solamente chi aveva già subito una sentenza, ma l'emendamento approvato mercoledì 18 dicembre estende l'amnistia anche a chi è ancora in attesa di giudizio. Una norma che sembra pensata proprio per risolvere la questione degli attivisti della nave Arctic30, fermati dalle forze speciali russe dopo un tentativo di abbordaggio di protesta contro una piattaforma artica del colosso russo degli idrocarburi Gazprom.

Greenepace: "Incerta la data del ritorno" - Sul proprio sito Internet l'organizzazione ambientalista spiega che "non è chiaro quando i cittadini non russi tra gli Artict 30 avranno la possibilità di lasciare il paese. Allo stato attuale non hanno i visti necessari sui loro passaporti, essendo stati portati in Russia dai commandos dopo il loro arresto illegale". Il ritorno in Italia di Cristian D'Alessandro, avverte dunque l'organizzazione ecologista, potrebbe essere ritardato per questioni burocratiche.

Speranza per le Pussy Riot - Spiragli di speranza anche per le Pussy Riot, il gruppo punk femminista, condannato dopo aver inscenato una protesta nella chiesa di Cristo Redentore a Mosca. Irina Khrunova, avvocato delle due Pussy Riot Nadezhda  Tolokonnikova e Maria Alyokhina, ha affermato che se l'amnistia  dovesse passare ed essere pubblicata giovedì le sue clienti  potrebbero uscire di prigione il giorno stesso. "Se tutto va secondo i piani, saranno liberate immediatamente", ha detto all'agenzia di  stampa dpa. Alyokhina e Tolokonnikova, ha scritto su Twitter il marito di  quest'ultima, Pyotr Verzilov citando le autorità del carcere, saranno liberate immediatamente.

Oppositori politici restano in carcere
- Oltre agli attivisti di Greenpeace l'amnistria dovrebbe riguardare circa 25mila persone già condannate o in attesa di giudizio. Potrebbe entrare in vigore già giovedì, con la pubblicazione del testo ufficiale, e sarà poi attuata entro sei mesi. Quasi 50 gli emendamenti presentati e votati. Respinta tuttavia la modifica che avrebbe permesso di liberare anche i militanti dell'opposizione accusati di disordini di massa nella manifestazione del 6 maggio 2012 in piazza Bolotnaya a Mosca contro Vladimir Putin: potranno beneficiare dell'amnistia solo le persone accusate di avervi partecipato, non quelle accusate di aver organizzato i disordini e di aver usato violenza contro le forze di polizia. E dovrebbero rimanere esclusi dall'amnistia anche l'ex uomo più ricco di Russia e nemico giurato di Putin, Yukos Mikhail Khodorkovski (in carcere dal 2003 per diversi reati tra cui furto e riciclaggio), né il blogger e oppositore Alexei Navalny, condannato a cinque anni con la condizionale per frode.

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