Ucraina, il premier si scusa per le violenze su manifestanti

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Azarov ammette l'eccessivo uso della forza delle teste di cuoio Berkut contro i presidi pro-Ue. Poi, ha invitato i deputati a non ripetere lo scenario della rivoluzione arancione. Il Parlamento, intanto, ha respinto il voto di sfiducia contro il governo

Il premier ucraino Mykola Azarov si è scusato per la reazione violenta della polizia contro i manifestanti pro-Ue che da giorni occupano il cuore di Kiev (FOTO), esortando però i parlamentari a non ripetere la Rivoluzione Arancione del 2004 che, sulla spinta delle proteste di massa, portò a un cambio al vertice del Paese.

Il premier si scusa, l'aula fischia - "A nome del governo, vorrei scusarmi per le azioni delle nostre forze dell'ordine a Piazza dell'Indipendenza", ha affermato Azarov nel corso di una sessione parlamentare d'emergenza. Tendendo la mano, il premier ha però esortato i deputati a "respingere gli intriganti, quelli che vogliono il potere e che stanno cercando di ripetere lo scenario del 2004".
Azarov ha poi voluto sottolineare che a svendere l'Ucraina alla Russia non è stato il suo governo, decidendo di non firmare a Vilnius l'accordo di associazione con l'Unione europea, quanto Yulia Tymoshenko nel 2009 per l'accordo sul nuovo prezzo del gas che aveva sottoscritto con Vladimir Putin. Il premier, che è di origine russa e si è trasferito a Donetsk, in Ucraina, solo in età adulta, e che non ha mai imparato l'ucraino, è stato fischiato mentre parlava in russo. I deputati hanno ripeturamente scandito la parola "vergogna".

Bocciata la sfiducia la governo - Il governo ucraino intanto è sopravvissuto alla mozione di sfiducia presentata dai tre principali partiti dell'opposizione, l'Unione Pan-Ucraina 'Patria' dell'ex premier Yulia Timoshenko, l'Alleanza Democratica Ucraina per le Riforme (Udar) guidata dal pugile Vitaly Klitschko e i nazionalisti di Svoboda, uniti contro il governo, al centro delle critiche per il congelamento della firma dell'accordo di associazione con l'Unione Europea. La mozione ha ottenuto il sostegno di solo 186 voti contro i 226 necessari per passare, dopo che il partito di governo si è astenuto.
Le  migliaia di manifestanti pro-Ue che da giorni occupano il cuore di Kiev non accennano però a voler abbandonare la protesta.

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