Siria, l'Onu: "Prove che Assad autorizzò crimini di guerra"

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Il Commissario per i diritti umani Pillay: "Responsabilità al più alto livello di governo, incluso il capo dello Stato". L'agenzia di Stato Sana: "Miliziani anti-regime sono entrati in un convento a nord di Damasco e hanno preso in ostaggio alcune suore"

L'inchiesta dell'Onu sulle violazioni dei diritti umani in Siria ha prodotto le prove che il presidente Bashar al Assad ha autorizzato "crimini di guerra e contro l'umanità nel suo Paese". Lo riferisce l'alto Commissario per i diritti umani Navi Pillay, citata dalla Bbc.
Le prove indicano responsabilità "al più alto livello di governo, incluso il capo dello Stato" nel compiere "crimini molto gravi, crimini di guerra e crimini contro l'umanità", ha aggiunto Pillay. E' la prima volta che l'Alto Commissariato dell'Onu accusa in modo così diretto il presidente Assad. In precedenza, l'inchiesta aveva prodotto prove di abusi dei diritti umani in Siria anche da parte dei ribelli.

"Miliziani anti-regime hanno sequestrato alcune suore" - Le frasi di Navi Pillay arrivano poco prima della notizia, riportate dall'agenzia di Stato Sana, secondo cui alcuni miliziani jihadisti anti-regime sarebbero entrati nel convento di Santa Tecla, nel villaggio cristiano di Maalula, a 60 km a nord di Damasco. "Fonti locali hanno detto che i terroristi hanno fatto irruzione nel convento e hanno preso in ostaggio la madre superiora, Pelagia Sayyaf, e altre suore".

L'irruzione confermata da fonti vaticane - L'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) ha poi confermato che i ribelli hanno ripreso il controllo di Maalula, ma non ha parlato della presa in ostaggio delle religiose nel convento ortodosso. I jihadisti si erano impadroniti una prima volta del villaggio in settembre e ne avevano danneggiato le chiese. Successivamente erano stati respinti dalle forze lealiste e da milizie cristiane armate, ma erano rimasti sulle alture circostanti e i loro cecchini avevano continuato a colpire il centro.
La notizia è stata parzialmente confermata da fonti vaticane. Il nunzio apostolico a Damasco, mons. Mario Zenari, ha detto in particolare che le suore sono state evacuate con la forza - ma non è chiaro se siano state prese come ostaggi.

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