Ucraina: la polizia carica. Timoshenko: restate in piazza

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I leader dell'opposizione chiedono le dimissioni di Yanukovich e annunciano di voler proclamare lo sciopero generale. La Ue condanna l'uso eccessivo della forza da parte delle forze dell'ordine

Manganellate e gas lacrimogeni. Decine di feriti, forse cento, e almeno 35 arresti. A Kiev, nella notte tra il 29 e 30 novembre, la polizia ha usato il pugno duro per disperdere i manifestanti che in piazza Indipendenza. protestano da ormai una decina di giorni contro la decisione del governo di sospendere un accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea. Il pugno duro della polizia ha provocato la condanna della comunità internazionale, a partire da Usa e Ue, nonché la reazione decisa dell'opposizione e della sua leader in carcere, Iulia Timoshenko, che nel suo sesto giorno di sciopero della fame "in solidarietà con i manifestanti" ha esortato gli ucraini a continuare la protesta "finché il regime al potere non sarà abbattuto".

L'opposizione vuole le dimissioni di Yanukovich - Il capogruppo del partito Patria di Timoshenko, Arseni Iatseniuk, e il campione di pugilato e leader di Udar, Vitali Klitschko, hanno chiesto anche elezioni presidenziali e legislative anticipate e simultanee e le dimissioni del presidente Viktor Ianoukovich e del ministro dell'Interno Vitali Zakharcenko. Intanto preparano uno sciopero generale.
Il presidente ucraino, Viktor Ianukovich, ha chiesto un'indagine "obiettiva" sull'intervento della polizia della scorsa notte, quando gli agenti hanno fatto sgomberare i manifestanti pro-Ue a manganellate. Il capo di Stato si è anche detto "indignato" per le violenze.

Piazza Indipendenza è vuota, ma la protesta va avanti - A piazza Indipendenza non ci sono più dimostranti. Al loro posto c'è un centinaio di poliziotti e cinque autobus pieni di 'teste di cuoio', i Berkut. Ma la protesta continua: migliaia di 'europeisti' si sono spostati appena un chilometro più in là, nella piazza antistante il monastero di San Michele, e alcuni proprio all'interno dell'edificio sacro, dove in circa 200 hanno trovato riparo costruendo una barricata di panchine quando i 'Berkut' sono entrati in azione con i manganelli.

Polizia disperde pro-Ue a manganellate - Nella serata di venerdì 29 novembre oltre 10mila persone sono scese in piazza Indipendenza chiedendo le dimissioni del presidente Viktor Yanukovych, in una manifestazione di protesta contro la decisione di sospendere la firma dell'accordo di libero commercio con l'Unione Europea. Centinaia di persone hanno scelto di mantenere un presidio durante la notte, accendendo falò per difendersi dal gelo. Gli accampamenti dei manifestanti sono stati però sgomberati con la forza dai reparti di polizia che alle 4.30 hanno fatto scattare l'assalto.
Il bilancio delle forze dell'ordine parla di almeno 35 persone arrestate. Fonti dell'opposizione affermano che inoltre che l'intervento dei reparti Berkut, muniti di manganelli, ha provocato numerosi feriti: "Secondo le mie stime vi sono state decine, forse centinaia di feriti", ha dichiarato Andrey Shevchenko, deputato del partito della Patria.

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