Nucleare, l’Iran e la strategia del cinguettio

Il tweet con il quale il presidente iraniano Rouhani ha annunciato l'accordo di Ginevra sul nucleare.
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Durante le recenti negoziazioni sul nucleare, diversi account Twitter iraniani sono stati molto attivi: da quello del presidente, al ministro degli esteri, a quelli di alcuni giornalisti. Si tratta di una strategia inaugurata dal nuovo governo

di Federico Guerrini

Solo il futuro potrà dire se l'accordo sul nucleare trovato dopo quattro giorni di trattative fra i rappresentanti dell'Iran, capeggiati dal ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif e quelli appartenenti al cosiddetto gruppo dei 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, più la Germania) è stato un “importante primo passo”, come ha affermato il presidente americano Barack Obama, o uno “storico errore”, come ha scritto su Twitter il primo ministro israeliano Benjamin Netanyanu.


Sui contenuti – attenuazione per sei mesi di alcune sanzioni in cambio di segni di buona volontà che indichino l'intenzione dell'Iran di rinunciare all'utilizzo del nucleare per scopi bellici - non c'è dunque giudizio unanime. E' certo però che l'intesa resterà negli annali per il modo in cui tutto il processo è stato raccontato dai negoziatori sulle varie piattaforme di condivisione online.

La svolta social di Rouhani – Non c'è dubbio, per esempio, che il team del presidente Hassan Rouhani, eletto da poco, ha subito impresso una svolta alla gestione dell'immagine iraniana sui social media. “Rouhani – spiega l'esperto di diplomazia digitale Antonio Deruda a SkyTg24.it - è sceso in campo in prima persona creando un profilo su Twitter in persiano e in inglese.


“Con quattro obiettivi principali – prosegue Deruda - veicolare informazioni di prima mano senza l’intermediazione del sistema mediatico 'occidentale'; consolidare un rapporto nuovo e di maggiore interlocuzione con i principali reporter stranieri, spesso citati nei tweet; cercare di influenzare l’opinione pubblica internazionale per creare una base di consenso che dia maggiori margini di manovra nei negoziati e, infine, accreditare una nuova immagine dell’Iran dopo l’oscurantismo di Ahmadinejad”. Il presidente non si limita a twittare pensieri propri ma adopera la piattaforma per dialogare con altri esponenti politici, dal primo ministro britannico Cameron a Vladimir Putin.


Che, a loro volta, stanno al gioco:


L'attivismo del ministro - Anche Javad Zarif è molto attivo su Twitter e, oltre che per le vie ufficiali, ha annunciato il raggiungimento dell'accordo cinguettando:


Della nuova strategia fa parte anche il lancio di un sito ad hoc, Nuclearenergy.ir, attivo anche su Twitter e Facebook, che spiega le ragioni del nucleare dal punto di vista iraniano e che ha dedicato dei post anche al ritorno in patria, rappresentato come trionfale, dei negoziatori.


Ma non sono solo i politici i protagonisti di questa svolta digitale. Anche i giornalisti iraniani al seguito della delegazione hanno cinguettato spesso e volentieri in inglese per fare emergere in qualche modo il punto di vista iraniano sulla storia.


Anche se forse l'elemento più curioso ma anche esemplificativo della “svolta” sono stati i cinguettii del nipote del vice-ministro degli esteri Ali Araghchi a cui è stato concesso dalla delegazione di raccontare, in modo abbastanza informale, il dietro le quinte dell'evento con tanto di ammirazione per i tappeti persiani della sede delle Nazioni Unite di Ginevra.


“Tutto questo è segno – chiude Deruda – di una maturata consapevolezza dell'importanza che la Rete può giocare nelle delicate partite internazionali”.

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