Germania, raggiunto l’accordo per governo di larghe intese

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A due mesi dalle elezioni che non avevano dato la maggioranza assoluta ad Angela Merkel, trovata l’intesa tra Cdu-Csu e Spd. La formula dell’esecutivo deve ora essere approvata in un referendum dai 474 mila iscritti al Partito Socialdemocratico

Il blocco conservatore tedesco guidato dalla cancelliera Angela Merkel (Cdu-Csu) ha raggiunto l'accordo con il Partito Socialdemocratico (Spd) per governare i prossimi quattro anni in una Grosse Koalition. Lo hanno reso noto sui loro profili Twitter il parlamentare conservatore Michael Grosse-Brömer e la premier del Saarland, Annegret Kramp-Karrenbauer. Due mesi dopo le elezioni e un mese dopo l'avvio dei negoziati fra i due partiti, l'accordo, se confermato, permetterà loro di formare un governo entro Natale. L'intesa deve essere approvata in un referendum dai 474.000 iscritti alla Spd. I leader dei partiti hanno presentato i dettagli dell'accordo in una conferenza stampa ma per l'annuncio dei nomi dei ministri bisognerà aspettare ancora un paio di settimane. Se l’accordo sarà approvato dal referendum il nuovo governo Merkel di larghe intese nascerà il 17 dicembre prossimo. E' quella la data prevista per il voto del Bundestag sull'esecutivo.

Il tweet di Grosse Brömer annuncia alle 4 del mattino il raggiungimento dell'accordo



Alle elezioni politiche dello scorso settembre, la Cdu-Csu della cancelliera aveva ottenuto una larga maggioranza relativa (41,5%), ma aveva mancato per cinque seggi la maggioranza assoluta e aveva dovuto avviare una trattativa per un governo di coalizione. Gli alleati liberaldemocratici della legislatura precedente non avevano superato la soglia di sbarramento e non erano entrati in Parlamento. Il partito di Merkel, dopo un tentativo infruttuoso con i Verdi, aveva avviato un negoziato con la Spd per una "Grosse Koalitionen", formula già sperimentata nel primo governo della cancelliera (2005-2009). Nella legislatura successiva (2009-2013) i cristiano-democratici erano andati al potere con i liberaldemocratici (più affini dal punto di vista ideologico).

I cristiano-democratici hanno fatto importanti concessioni alla sinistra, che faciliteranno l'approvazione dell'accordo da parte degli iscritti socialdemocratici (474 mila). Secondo fonti interne alla Cdu-Csu, il partito ha accettato di istituire un salario minimo garantito di 8,50 euro all'ora a partire dal 2015. La misura era stata uno dei punti centrali del programma della Spd e condizione necessaria per l'accordo di Grosse Koalitionen. I socialdemocratici hanno ottenuto anche un aumento delle pensioni per i lavoratori più deboli e le madri di famiglia e la possibilità di andare in pensione a 63 anni per chi ha 45 anni di contributi.

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